Marco Girau – Tristezza
Vorrei chiedere scusa a quell’uccellino che ogni mattina canta fuori dalla mia finestra, per non avere abbastanza saggezza da scordare i miei problemi al suo incantevole cinguettare.
Vorrei chiedere scusa a quell’uccellino che ogni mattina canta fuori dalla mia finestra, per non avere abbastanza saggezza da scordare i miei problemi al suo incantevole cinguettare.
Ho così tante parole in gola che non riesco a dirne nemmeno una.
Il mondo gira e nulla si ferma, se non il cuore dove l’abbiamo lasciato.
Forse un giorno riuscirò a capire le persone, i loro atteggiamenti, le loro presunzioni. Adesso rimango solo delusa e amareggiata, nello scoprire che “tanti” forse molti non mi apprezzano per come io apprezzo loro! “Ma imparerò”, che non siamo tutti uguali e che non amiamo in egual modo. Imparerò prima a dare più valore a me stessa e poi agli altri!
C’era tanta tristezza in tutto, anche quando le cose funzionavano.
L’offesa ferisce, l’urlo colpisce e il silenzio uccide, quando si ama.
Quando si arriva al punto di non avere più dialogo, è inutile trascinarsi in un amore che fu.