Marco Liuzzi – Tempi Moderni
Tra qugl’alberi e sentieri io riuscivo li a sentire, tra le folle e quei palazzi io credevo di mentire.
Tra qugl’alberi e sentieri io riuscivo li a sentire, tra le folle e quei palazzi io credevo di mentire.
CI fecero molte promesse, più di quanto ne ricordi, ma ne mantennero una sola: promisero di prendere la nostra terraE se la presero.
Il tempo basta a tutto, se lo si gestisce con la parsimonia necessaria. Per noi è breve la giornata di cui perdiamo la maggior parte.
Per come si comporta certa gente, ho capito che la buona educazione ed il rispetto non vengono apprezzati. Finché dici sempre si, fai favori e ti comporti da zerbino allora vali, quando inizi volere rispetto, sincerità e fedeltà, non vali più.
Il popolo era libero di parlare una lingua di propria creazione, il dialetto. La borghesia ha imposto la lingua nazionale dello stato e quella universale del mercato. I popoli son diventati massa.
Essere o apparire, questo è il problema.
È un’epoca balorda quella in cui il vuoto morale è multicolore e la profondità di pensiero è trasparente, in cui esseri disorientati e omologati si vantano del nulla e si vergognano del vero. Della vita, così intenti a rosicchiarne il nocciolo, da perdersi il sapore della polpa.