Marco Mei – Comportamento
Non sono abituato ad aprirmi con gli estranei: a causa e per effetto di ciò rimarrò il peggior confidente di me stesso.
Non sono abituato ad aprirmi con gli estranei: a causa e per effetto di ciò rimarrò il peggior confidente di me stesso.
Ci sono due tipi di fraintendimenti: quelli che non capiscono le parole, e quelli che interpretano il silenzio.
Rubicondo è il sorriso di chi gioca tra i riflessi del sole, moribondo invece chi soffoca nel buio della notte. Possa l’esempio dei pochi che gioiscono ai caldi raggi, ispirare i molti che vivono nell’attesa di un trionfo nel buio abisso di un fosso. Non esistono trionfi diversi da quelli sospirati dal cuore, tacciano le false voci che assordano l’anima e si dia risalto all’unica e sola voce degna di parlare quella del cuore.
Meglio sbagliare di proprio, che per ignoranza degli altri.
Il volto e lo spessore d’un uomo si svela nella sottile coerenza tra ciò che…
Non si è mai così poco spontanei, come quando si parla di sé stessi.
Io scrivevo del passato, delle emozioni che mi spaventavanodi quello che ero e non amavo.Scrivevo per abbandonare pensieri che mi impedivano di respirareper sentirmi più leggeraperché dentro di me c’erano cose che mi impedivano di vivere.Scrivevo per capirmiper leggermi l’anima…La carta ha sempre fatto da tramite fra me e la vitafra me e le emozionicome se scrivendole mi facessero meno paura.Davanti al mio sentire mi sono sempre sentita disarmata.