Marco Oliverio – Comportamento
La nostra nascita è la prima (e ultima) volta in cui qualcun altro fatica al posto nostro.
La nostra nascita è la prima (e ultima) volta in cui qualcun altro fatica al posto nostro.
Molte persone credono che “Non perdonare” sia portare, covare e provare rancore e odio verso qualcuno. Non credo che sia così. Personalmente… Ho ricevuto male, come molti di voi. Ho affrontato e anche perdonato in alcuni casi dove ho visto un sincero pentimento e l’ammissione sincera di aver commesso un errore. Ma non so perdonare laddove vedo che si sorride di fronte al male inflitto, dove volutamente se ne continua a fare… Questo mio “Non perdono” non è odiare quelle persone, ma semplicemente scegliere di “Ricordare” chi sono, cosa hanno fatto, il modo che hanno scelto di vivere e di lasciarle alla loro strada. Per come sono fatta io si perdona si, ma non tutto. Il perdono divino non spetta a me; e fin quando sono viva e padrona di me stessa decido io a chi donare il mio perdono e chi lasciar andare.
Quando cade troppa umidità sulle ali di una farfalla, quest’ultima non può più volare. Allora il piacere è questo: l’umidità. E quando vedo un uomo che non può più essere sorretto dalle sue ali (simbolicamente parlando), non serve che io gli chieda dov’è andato a cacciarsi, in quanto so che ha esposto le sue ali all’umidità. Per me l’umidità possiede un significato molto chiaro: impedisce di volare. E per asciugarsi alla luce, occorre molto tempo. Perciò credetemi non lasciatevi ingannare dal piacere che vi bloccherà lungo il cammino… Andate avanti finché raggiungerete la luce! Naturalmente, sono certo che molti di coloro che leggeranno o ascolteranno queste spiegazioni riguardanti il piacere si sorprenderanno e proveranno anche un certo malcontento dinanzi ad una simile mostruosità.
Un po’ mi mancano tutti quei termini ormai desueti: missiva, balocco, talamo, grazie.
Ciò che si cela, spesso si nasconde solo agli occhi di chi ama.
Quando vuoi bene a qualcuno vorresti condividere tutti i momenti belli e stargli vicino in quelli brutti. Quelli che non racconta a nessuno, quelli che tiene racchiusi in sé senza lasciarli uscire, quelli che silenziosamente dietro sorrisi urlano tutto il dolore in lacrime dell’anima. Quando vuoi bene a qualcuno, questo vorresti dargli: una carezza, anche se non puoi dargli una mano.
Tipico delle donne il gioco di potere… tenere la mente in pugno con gli attributi del corpo.