Marco Oliverio – Comportamento
La nostra nascita è la prima (e ultima) volta in cui qualcun altro fatica al posto nostro.
La nostra nascita è la prima (e ultima) volta in cui qualcun altro fatica al posto nostro.
Nella peggiore delle ipotesi, se non sarà vittoria, sarà vendetta.
Difficile descrivere le proprie virtù senza cadere nel banale.
Se sopravvalutarsi è un errore, sottostimarsi è l’errore peggiore.
Bianco o nero, odio o amore, buono o cattivo, quante volte si è in condizione di dover scegliere nella propria vita, l’importante è non scendere a compromessi e non adottare mezze misure solo per piacere agli altri. Parola d’ordine: fidati di te e, se puoi, non fare patti col diavolo.
Cosa non fare mai: sedersi incrociando le braccia dietro la testa. L’ascella, anche se vestita, è luogo intimo.
Di te ho fatto un amico fedele, a te ho affidato le mie nudità, nel corpo e nella mente. Ti ho creduto mite e riservato, ti ho lasciato accarezzare ogni mio neo, che tu hai reso pregio. In te ho cercato la sincerità e di riflesso di te mi sono fidato, senza ombre. Mi sentivo bello, almeno dentro. Qualcosa è cambiato cuore mio, il tempo ti rivela freddo e indifferente, e del mio disagio non ascolti la preghiera, di te non muti l’indifferenza. Generosità e amore non sono più in te. Il tempo ha cancellato i tuoi battiti. Lascio nascosti mente e anima, affinché tu non possa cuore mio, distruggerli nel tempo.