Marco Zuccaro – Uomini & Donne
Non ho bisogno di una donna che mi ami, ma di una che sappia amarmi.
Non ho bisogno di una donna che mi ami, ma di una che sappia amarmi.
Noi donne, angeli e diavoli. Noi, che non ci fermiamo un secondo ne con la mente ne con il corpo. Abbiamo energie da vendere, risorse nascoste di forza e coraggio. Versiamo lacrime per sciocchezze, per piccole parole di troppo e restiamo spesso deluse e ferite perché la nostra onestà e lealtà non viene ripagata a dovere. Innamorate troppo spesso di uomini sbagliati, di coloro che egoisticamente sanno chiedere ma mai dare. Noi che cerchiamo la bellezza dei sentimenti puri e finiamo sempre nella rete di persone meschine e finte. Noi che non ci arrendiamo mai, che veniamo distrutte mille volte, ma troviamo sempre la forza e il modo di rialzarci. Siamo donne e niente e nessuno ci può cambiare. Amateci per quello che siamo, per i nostri momenti lunatici. Per quei silenzi non spiegati, per le parole di rabbia e la fragilità che mostriamo in alcuni casi. Amateci in qualunque modo perché questo siamo.
Sembra quasi che se metti la musica (e i libri probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto non arriverai mai a chiarire la tua vita amorosa, e a considerarla un prodotto finito.[… ]Forse noi viviamo troppo protesi verso un apice, dico noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera, e di conseguenza non riusciamo a sentirci semplicemente contenti: noi dobbiamo essere o disperati o al settimo cielo e questi stati d’animo sono difficili da raggiungere in una relazione stabile e solida. Forse Al green è responsabile di molte più cose di quanto mi sia mai reso conto.
La donna mira infinitamente più a far felici che a esser felice.
I ragazzi sono come le bottiglie di birra: vuoti dal collo in su.
Spesso la bruna sconosciuta aveva il sorriso sulle labbra. Era bellissima con i suoi capelli mossi che le ondeggiavano sul collo. La vedevo andare avanti e indietro per quella finestra: compariva ora e ora scompariva e poi di nuovo, riappariva. Ora in reggiseno, ora con la maglia, ora si pettinava e, poi, si metteva gli orecchini. Si abbassava, scompariva. Si alzava indossando un cappello. Spariva dietro la parete e ricompariva con il cardigan addosso e ora ricompariva con addosso un giubbotto. La luce si spegneva. Lei scompariva.
È la mia vecchia ragazza che dice cosa fare. È lei che ha il cervello. Ma io non lo riconosco mai davanti a lei. Bisogna mantenere la disciplina.