Marco Zuccaro – Uomini & Donne
Non ho bisogno di una donna che mi ami, ma di una che sappia amarmi.
Non ho bisogno di una donna che mi ami, ma di una che sappia amarmi.
Tra le mie scelte probabilmente lei fu la più illogica, ma era la sua pelle, era alchimia biologica.
“Ok, va bene, come dici tu. D’accordo.” Quando tutto quello che vorresti sentirsi dire era: no. Ti sbagli. Non è così. Camminiamo lentamente sul prato bagnato. Mano nella mano. Spensierati. Beviamo un un bicchiere di tramonto io e te. Solo per il tempo di un tramonto. Fino il tramonto delle nostre anime. “
Tutto crede e in tutto spera, chi nulla tiene.
Lei non era mia, io non ero suo. Ma l’amore era nostro. Amare senza appartenersi, vivere senza respirarsi.
Adesso che le donne lavorano, guadagnano e hanno un conto in banca si ricordino che tirar fuori quei soldi anche quando c’è lui non è una diminuzione ma una sicurezza in più che ci regalano gli ultimi decenni.
Ci domandiamo che cosa daremo alla luce. Cosa uscirà dal travaglio? Un prematuro? Due prematuri? Tre aborti? Non importa. Bisogna continuare. Bisogna partorire se stessi. Abbiamo un appuntamento con uno sconosciuto lontano, il pittore che è in noi. A quarant’anni il bebè è nato. Per alcuni è una grande sorpresa, è un gigante. Per altri è gradevole, è vivo. Per altri ancora è drammatico, è un nato morto è un piccolo cadavere che si ritrovano tra le mani e che rende vani tutti gli anni di fatica.