Maria Rosa Montalbano – Stati d’Animo
Trovo di cattivo gusto la gente che parla con te facendo mille allusioni generali per poi riferirsi a te.
Trovo di cattivo gusto la gente che parla con te facendo mille allusioni generali per poi riferirsi a te.
È molto facile elargire consigli, esprimere giudizi quando non si vive il dolore sulla propria pelle, quando non ci ferisce, non ci lascia cicatrici, semplicisticamente ed egoisticamente si sottovalutano i problemi degli altri, si minimizzano. Tutt’altra storia, quando un problema ci riguarda da vicino, quando il dolore lo viviamo personalmente, quando le ferite ci lasciano cicatrici dell’anima profonde e dolenti.
Se il tuo bagaglio emotivo pesa troppo, devi fare una scelta: abbandoni lui o rimani a terra tu. Pensaci.
E a volte capita di rimanere immobili, sospesi tra due mondi paralleli: quello ideale, che non si potrà mai realizzare e quello reale che non puoi più idealizzare, e resti così a fissare un vetro appannato sul quale hai respirato per anni, ma sul quale non hai nemmeno la forza di tracciare un segno con le dita.
Come si fa a trovare piacere nel cogliere un fiore per poi buttarlo nella spazzatura? E peggio, starsene attaccato al bidone per vederlo perire.
C’è chi il tempo lo affida al rumore meccanico di un orologio, c’è chi il tempo lo vede sempre rinchiuso dietro una piccola parete di vetro o come come un fiume che trascina le sue acque fino al mare continuando a vivere in esso eternamente. A volte, il tempo sembra che non passi, è come una rondine che fa il nido sulla grondaia, esce ed entra, va e viene, ma sempre sotto i miei occhi. E quando cose accadono, sempre quando non è il momento giusto, forse perché solo allora avevano la possibilità di dimostrare la loro importanza, e oggi tra l’erba verde sulla riva bagnata dei miei ricordi si sono liquefatti gli anni che nessuno riesce a fermare mai.
Nuoto in un mare agitato dagli errori, annaspando per non affogare nei rimpianti.