Maria Suppa – Desiderio
Quanti occhi guardano in alto, sù nel cielo, e sospirano, amando, e sognano, implorando una stella affinché il desiderio si avveri.
Quanti occhi guardano in alto, sù nel cielo, e sospirano, amando, e sognano, implorando una stella affinché il desiderio si avveri.
A volte, l’eccitazione è più forte degli impedimenti.
Voglia di rinascere da quel poco che ho perché io possa farlo diventare il tutto. Non mi servono grandi cose chiedo solo di vivere nella sincerità, nella dolcezza, e di avere con me le più grandi ricchezze che esistono, come l’amore e l’amicizia.
Per Natale avrei tanti desideri da realizzare, ma ce ne sono alcuni di priorità unica. Serenità per le persone a cui tengo, felicità per quelli che amo. E infine per tutti quelli che soffrono anche in silenzio; “pace e conforto” comprensione e amore.
Il desiderio non deve essere né desiderato e né rinunciato.
Ci sono dei momenti in cui una fragola tra le labbra vale più di mille baci di lingua.
La spogliava con i pensieri, scorreva ogni curva del suo corpo, baciava ogni lembo di pelle. La possedeva senza sfiorarla, era dentro di lei, le apriva l’anima e vi affondava tutto il suo essere a respirarne l’odore. Poi i pensieri si fecero mani e labbra, sudore e gemiti, respiri e carne. Nulla più esisteva. Solo il desiderio, la voglia di aversi, di respirare quei pensieri che bruciavano, di consumare quella voglia che li teneva svegli, la notte.