Maria Suppa – Vita
Morirò un giorno, morirò con quel dolore in petto che solo una profonda emozione può provocare. Mi commuoverò per questo e piangerò morendo.
Morirò un giorno, morirò con quel dolore in petto che solo una profonda emozione può provocare. Mi commuoverò per questo e piangerò morendo.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
Il tempo passa e tu cresci, i tuoi occhi cambiano e anche i tuoi interessi, ma non cambiare mai il tuo cuore, perché l’amore è l’unica ricchezza che non si può comprare.
Ci sono donne che ogni giorno affrontano la vita come se fosse un “campo” di battaglia.Loro lo sanno che arrendersi è un lusso che non possono “permettersi” e allora stringono i denti e indossano la “forza”del sorriso.
I cattivi vivono per mangiare e bere, mentre i buoni mangiano e bevono per vivere.
Italia: in che strambo paese viviamo! Un paese in cui gli imprenditori fanno i politici; i magistrati attaccano i politici e gli imprenditori; i politici attaccano i magistrati; i magistrati entrano in politica e non sanno più chi attaccare… ed io, come cittadino, ho sempre la strana sensazione di dovermi difendere!
Le guerre non sono forse un periodo di tregua tra una “pace” e l’altra? Viviamo in un mondo dove la carità ha un prezzo, l’aiuto diventa un debito, il rispetto dei diritti umani una farsa sarcastica e la bontà sempre più spesso, un atto di generosa compassione verso se stessi.