Maria Suppa – Vita
Morirò un giorno, morirò con quel dolore in petto che solo una profonda emozione può provocare. Mi commuoverò per questo e piangerò morendo.
Morirò un giorno, morirò con quel dolore in petto che solo una profonda emozione può provocare. Mi commuoverò per questo e piangerò morendo.
In fondo poi la vita cos’è? Una partita a scacchi dove solo chi sa giocare sa fare le mosse giuste.
Peso che pesa, toglilo e vivi una vita che vive.
Sento e leggo di centinaia di persone che chiedono scusa a qualcuno, a loro stesse e al mondo intero. Ma scusa di cosa? Scusarsi dei propri sbagli è come chiedere scusa per aver respirato. E non perdonare qualcuno significa ignorare la mediocrità della natura umana. Se non si è in grado di perdonare, non resta che eclissarsi dalla vita e vivere solo per se stessi. Ma guai a coloro i quali continuano a vivere nel mondo e a chiedere scusa per essere dei mediocri, consapevoli o inconsapevoli che prima o poi rifaranno il medesimo errore. Cancelliamo la parola “scusa” dal vocabolario. Io non mi scuserò mai di essere quello che sono: un mediocre, ipocrita ed egoista essere umano.
“Come va, si tir’avanti?””No, ci si tir’indietro”.
Lo chiamano tempo,colui che non torna,che non dorme la notte,che non guarda mai dietro,che percorre il pensiero,che non lascia mai il Cuore.
Pensieri Assassini dell’innocenza scolpitiNella luce della mente VersatiSotto lo scoglio del fitto silenzioArmati nel bianco lucido pesoSprofondati nella pungente crostaDi Vivere e Vivere per forza.