Marianna Carfora – Vita
Non soffermarti su un temporale ma lascia che il sole torni a splendere dentro di te.
Non soffermarti su un temporale ma lascia che il sole torni a splendere dentro di te.
Nel grande gioco della vita i più infelici sono quelli che non hanno osato essere felici.
Parlò a lungo del passato, e compresi che voleva recuperare qualcosa, forse una qualche idea di se stesso, che era finita nell’amore per Daisy. La sua vita era stata disordinata e confusa da allora, ma se riusciva una sola volta a ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto daccapo, sarebbe riuscito a capire la cosa che cercava… Una notte d’autunno di cinque anni prima stavano camminando con le foglie che cadevano, e arrivarono a un posto dove non c’erano alberi e il marciapiede era bianco per il chiarore lunare. Si fermarono e si voltarono l’uno verso l’altra. Era una notte fresca con quella misteriosa eccitazione che i cambi di stagione creano. Le luci tranquille delle case ronzavano nell’oscurità e c’era un fruscio e un bisbiglio tra le stelle. Con la coda dell’occhio Gatsby vide che gli edifici formavano una scala che saliva fino a un luogo segreto sopra gli alberi – poteva scalarla, se l’avesse fatto da solo, e una volta là, avrebbe potuto succhiare il nettare della vita, ingollare l’incomparabile latte della meraviglia. Il suo cuore battè sempre più forte quando il viso bianco di Daisy si avvicinò al suo. Sapeva che baciando quella ragazza, e unendo per sempre quelle indicibili visioni al mortale respiro di lei, la sua mente non avrebbe più spaziato come quella di un Dio. Perciò aspetto. Ascoltando ancora per un momento il diapason che aveva battuto su una stella. Poi la baciò. Al tocco delle sue labbra, Daisy sbocciò per lui come un fiore e l’incantesimo fu completo. Tuto quello che disse, nonostante lo spaventoso sentimentalismo, mi ricordò qualcosa – un ritmo elusivo, un frammento di parole perdute, che avevo sentito da qualche parte tanto tempo prima. Per un momento una frase cercò di formarsi sulle mie labbra, socchiuse come quelle di un muto, come se stessero lottando con più di un filo d’aria allarmata. Ma non emisero nessun suono, e quello che avevo quasi ricordato diventò inesprimibile per sempre.
Prima il caos, poi l’eros, dopo il verbo, in seguito la stupidità e infine ancora il caos o forse il nulla, ma comunque sempre il non essere.
Se hai del talento qualcuno lo apprezza ma c’è la maggior parte invece che ti disprezza;perché una brutta malattia chiamata invidia ti inizia a inseguire dal giorno in cui la vita ti sorride.L’odio e la rabbia governano questo mondo cinico, tu per sopravvivere indosserai un’armatura, se non lo farai, sarà davvero dura.Cattivi non si nasce, lo si diventa a causa di questi tempi deprimenti che hai a che fare con persone davvero fetenti;ma poi ti rendi conto che se diventi come loro, si riducono gli amori e le amicizie, rimarrai solo prima o poi, ti accorgerai che senza di essi la tua vita non ha alcuna delizia.Noi senza amore non siamo nulla, la nostra anima si nutre con questo sentimento, se non lo provi più muori dentro.
In un film, spesso, facciamo in fretta a giudicare chi è il cattivo, che magari alla fine si scopre in realtà sia il buono. Così anche nella vita.
Ci sono giorni comuni e giorni speciali, ma quando i nostri giorni saranno volati via sulle ali del tempo, comprenderemo che non esistono giorni comuni che non siano giorni speciali.Non attendiamo l’ultimo istante del nostro respiro per apprezzare il profumo inebriante che un giorno cosiddetto “comune” sa infonderci. Vivi oggi.