Mariella Buscemi – Desiderio
Ti mangio la fame quando le ossa, sazie, ci divorano la carne.
Ti mangio la fame quando le ossa, sazie, ci divorano la carne.
Appoggiato alla finestra, nell’oscurità della notte, guardo il cielo stellato fumando l’ultima sigaretta prima di andare a dormire. Mille pensieri affollano la mente, la giornata è stata faticosa, trascorsa cercando di sopravvivere. Vorrei svegliarmi domattina e vedere il mondo cambiato, scorgere negli occhi della gente quella speranza che ti mette di buon umore e che ti fa dire tra te e te “dai, la vita è dura ma tu sei forte e anche stavolta ce la farai”
A scadenze regolari, dopo essersi concessi il giusto tempo, quando il dolore è stato tanto, bisognerebbe tagliare i rami secchi e praticare nuovi innesti, ma ci si sente sempre delle piante rampicanti barbaramente avvinghiati a quelli che pensavamo essere muri possenti!
Il futuro è il cassetto segreto che custodisce tutti i nostri desideri e le nostre più vive speranze.
Starei ore a descrivermi per disegnarmi con contorni definiti. Precisione maniacale. Il foglio bianco mi perde con il suo niente pieno di tutto, senza coordinate, suggerimenti. Solo la mia proiezione completa. Tratti netti, marcati, rette tangenti ai bordi, bordi senza orli, orli pieni, straripanti. Straripo e rischio di fuoriuscire. Nessuna cornice, dopotutto, che sappia contenermi, solo disegno a mano libera. Ottimo passatempo in queste mie prigioni.
Il desiderio è il sogno di un prigioniero che non sa di essere la “Libertà”.
I colori svettano impertinenti sullo stigma d’ogni nero.