Mariella Buscemi – Stati d’Animo
Ho gli anni misurati in decibel ed i suoni compressi a pressione. E le notti che fuggono il sonno ed i giorni che non esistono.
Ho gli anni misurati in decibel ed i suoni compressi a pressione. E le notti che fuggono il sonno ed i giorni che non esistono.
Non c’è cosa peggiore che avere accanto qualcuno che non ha voglia di vedere, nonostante possieda occhi capaci di farlo.
Se essere fragili significa essere capaci di soffrire allora custodirò la mia fragilità… perché non ho paura di mostrare di avere delle debolezze… non ho paura di chiedere aiuto quando non riesco a farcela con le mie sole forze… e non ho paura di ammettere che non sempre sono forte, che ci sono momenti di estremo sconforto, momenti di tristezza, momenti di disperazione… Io non ho paura di mostrarmi me stessa in un mondo di troppe maschere e pochi volti… e se mostrare il mio vero volto significa rischiare di soffrire… non mi importa… perché io confesso di essere fragile… e della mia fragilità, saprò farne una forza…
Ho un problema con i volti umani. Faccio una gran fatica a guardarli. Ci ritrovo la totalità della vita di ciascuna persona scritta qua e là ed è una vista orribile. Vedere migliaia di facce al giorno ti sfinisce dalla punta dei capelli alla pianta dei piedi. Passando per le budella.
In cielo ci sono miliardi di stelle, per ogni stella un destino diverso che cerca ed abbraccia un uomo… possiamo solo guardarle, ammirarle, contemplarle, non possiamo sceglierle… le osserviamo e così osserviamo le vite dei nostri amici, figli, padri, madri, amori… così, queste vite, come le stelle, possono brillare, passare veloci e cadere, rimanere fisse come punto cardinale per indicarci una via proprio come chi decide di starci accanto.
Siamo il riflesso di ciò che ci manca.
Le cicatrici servono a ricordarci quanto sia facile farsi del male senza volerlo.