Mariella Buscemi – Stati d’Animo
Non voglio farmi andare bene cose che non mi vanno bene! Tutto qui! Schiaffi ed umiliazione non sono i miei condimenti preferiti e del contorno delle buone maniere, ne faccio volentieri a meno!
Non voglio farmi andare bene cose che non mi vanno bene! Tutto qui! Schiaffi ed umiliazione non sono i miei condimenti preferiti e del contorno delle buone maniere, ne faccio volentieri a meno!
Le orecchie sono stanche dalle mille parole prive di significato.
Vorrei tornar bambina. Sono tutti fieri di te quando sei piccola. La tua prima parola, i tuoi primi passetti, i tuoi capricci, le marachelle. È tutto bello! Nessuna predica, nessun “cosa ti passa per il cervello”? Sei libera, libera di pensare, di agire, di sbagliare. Perché a quell’età gli sbagli servono a capire e imparare cosa è giusto e cosa no. Poi cresci, e ad ogni tuo passo c’è qualcuno che ti dice, hai fatto la più grossa stronzata della tua vita. E tu ci credi. Cosi smetti di sbagliare, di imparare, di vivere, di essere felice.
Ho sempre cercato qualcosa in cui credere. Anche quando credere è stata solo una sconfitta. Ho sempre aperto il cuore a nuove speranze, anche quando “le speranze” sembravano vane. Ho sempre creduto e saputo che se hai qualcosa per cui combattere, il domani non ti sembrerà insignificante e scialbo, ma acquisterà nuovo volto e nuova identità; perché nulla sarà vano… e l’impossibile non resterà indifferente alla volontà di non mollare. Diventerà a sua volta (coraggio) che tapperà le falle della vita.
Forse immaginavamo la nostra vita diversa. Senza rinunce, senza lacrime, senza inciampi. Felici e spensierati seduti in riva ad un lago magnifico. Ma non è così facile. La vita ha una sua logica, gira e rigira nell’assurdità di cose inaspettate. S’intrufola in assurde illusioni, manipola pensieri e parole, riapre ferite… ma una cosa la rende meravigliosa nonostante forse la volevamo diversa, “l’amore”. Quell’amore che si nasconde in tutto, nella voglia di andare avanti, di combattere, nella voglia di rialzarsi e risalire la ripida salita delle difficoltà.
Non è il silenzio che ci trascina verso il precipizio. In alcuni casi è il precipizio che trascina il debole deciso a chiudersi nello spettro della sua solitudine.
La poesia di uno sguardo sta in quante volte gli occhi si incontrano e si abbassano, timidi, scorgendo uno spiraglio di luce quando non sopporti più nulla.