Mario Pugliese – Frasi d’Amore
Sarebbe stato bello se avessi potuto insegnare al cuore a battere, come ho insegnato ai miei figli a camminare, piano, attento, cadi, ti fai male.
Sarebbe stato bello se avessi potuto insegnare al cuore a battere, come ho insegnato ai miei figli a camminare, piano, attento, cadi, ti fai male.
Ma se non è amore dimmi cos’è che mi fa svegliare la notte e intrecciare i sentimenti rendere instabili gli occhi e i tremori sotto pelle, facendoli attorcigliare saltellare ballare su un sentimento solo, sulla nostra frequenza cardiaca, sulla nostra radio emozionale che ha le pile a non-risparmio energetico, inconsumabili, inossidabili, instancabili malgrado le tempeste improbabili e i fulmini gialli e le comete, come te, che brillano senza riserve per far luce al cielo blu notte. E le tue equazioni irrazionali che pervadono i miei occhi e che ormai risolvo a mente chiusa. L’infinito prolungarsi dell’indissolubile, assomiglia a l’amore che ho di te, ma solo in parte, perché è molto più immenso, molto più denso.
Alcune storie finiscono, ancor prima di iniziare, per paura delle conseguenze.
Più passano i giorni e più comprendo cosa vivi. Capisco cosa voglia dire essere costretti a soffocare sentimenti che si vorrebbero vivere liberamente, sentimenti che si vorrebbero rivelare al mondo intero e portarli finalmente alla luce del sole. Ora capisco quanto costa la solitudine di chi ama silenziosamente…
Mi abbracciò e da quel momento la mia vita cambiò. Ero a casa. Calde braccia sostituivano quelle quattro mura in cui avevo vissuto fino a quel momento, una pelle morbida e profumata faceva svanire l’utilità delle coperte e, tanto tanto affetto mi faceva sentire, finalmente, protetta. Non importava il luogo in cui ci trovavamo, le persone o i pericoli che ci circondavano, avevamo “noi” e questo ci rendeva terribilmente invincibili. Sole, cielo, mare, temporali e caldo afoso, erano nulla in confronto a noi, due anime legate da un filo invisibile, che nessuno mai avrebbe potuto spezzare, era nato un amore, e alla gente faceva invidia, talmente grande era il suo splendore.
Non c’eravamo conosciuti per caso, non l’ho mai creduto, sin dal primo momento c’era in noi una veterana sintonia, forse le nostre anime da qualche parte avevano stretto una salda amicizia e aspettavano il momento propizio affinché i nostri corpi si amassero. Credo che le anime a nostra insaputa in un tempo a noi sconosciuto si erano già innamorate! E noi dovevamo solo riconoscerci!
Ti amo un mondo! E se fossimo nello spazio io ti direi, sei la mia stella.