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  • Silvia Nelli – Stati d’Animo

    Quando mi hanno fatto a pezzi non ho mai avuto paura di guardarmi comunque dentro. Si, mi ha fatto male, ma ho visto come può ridursi qualcuno per amore di qualcun altro. Ho visto il risultato per aver creduto nell’illusione. Ho visto i pezzi di un sogno mai volato e mai esistito. Non ho avuto paura di prendere quei pezzi, guardarli, elaborarli ancora e costruirne di nuovi, dando vita, luce e voce ad una nuova me.

  • Raffaella Frese – Stati d’Animo

    Sono tante le cose che ci portiamo dentro, mille ricordi, momenti che niente potrà mai cancellare; sguardi, sorrisi che nessuno potrà mai estirpare. Eppure ci sono due cose che molte volte vorremmo rimuovere che gli stessi sorrisi e sguardi ci fanno inferto, il dolore per essere stati feriti, e la delusione per non essere stati capiti…. ma purtroppo in entrambi i casi, il cuore trova sempre ottimi motivazione per non dimenticare!

  • Michela Capriello – Stati d’Animo

    Navigo in un mondo scritto a mano, mi tuffo in un mare che mi avvolge, l’acqua non è mai fredda. Le nuvole sono di carta, posso toccarle senza che le mie mani le trapassino, hanno consistenza sotto le mie dita. Certe volte mi viene chiesto perché fisso il cielo dei libri e non quello del mondo, la risposta è così semplice: Ci sono quei colori che cambiano, e sono parte del mondo, e ci sono quei colori che restano, e sono parte dei libri. Io ho visto tante cose mutare, non voglio vedere un altro tramonto. La pioggia che mi bagna deve essere sostituita da un sole che rimarrà sempre su quelle pagine a restituirmi il calore che io gli dono fissandolo senza mai distogliere lo sguardo. Ho bisogno di questo. La vita non è fatta solo di parole nell’aria, per me è fondamentale riportare le mie parole dove potrò sempre andare a rileggerle: Esistono gli errori, e lì potrò cancellarli. Esistono le imperfezioni, e lì potrò correggerle. Esistono le belle frasi, e lì potrò riamarle.

  • Antonio Belsito – Stati d’Animo

    Bisogna trovare la forza di abbracciare se stessi, orgogliosi di essere e di continuare, perché bisogna sempre sperare in sé; è proprio quando “pensi, penso o pensa” di mollare tutto che stiamo, volutamente, dimenticando la nostra identità, ci stiamo abbandonando. La debolezza è la sensibilità che culliamo in noi ed è quella sensibilità che deve divenire la nostra forza, la nostra singolarità, la nostra rabbia, perché è proprio attraverso quella debolezza che “io sono io”, “tu sei tu”, “egli è egli”.