Massimiliano Bertolini – Comportamento
Le truppe della Razionalità irrompono nelle stanze della mia anima.
Le truppe della Razionalità irrompono nelle stanze della mia anima.
Puoi essere sincero e amichevole più con un nemico che con una persona che ami- con chi ami ti fidi e ti confidi, ma se ti farà del male resterai scottato per sempre…- del nemico non ti fidi a priori e se ti farà del male penserai che te l’aspettavi…Morale: Non fidarti mai delle apparenze, nulla è mai ciò che sembra!Mi dispiace di tutto ma solo per te che sei solo una vittima.Se sei in difficoltà fai un fischio… Ad una sola condizione categorica: l’Anonimato.Buona fortuna.
Essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé, senza sentirsi sbagliati, è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi.
La cosa peggiore non è tanto lo sbaglio che una persona può fare verso di te ma il suo atteggiamento dopo, il menefreghismo che dimostra, l’arroganza di far finta di niente, o peggio, la convinzione di aver pure ragione.
La boria e la tracotanza, miscelati in parte a delirio d’onnipotenza, fanno spesso dimenticare che per avere diritto a scrivere basta essere dotati di pollice opponibile, le opinioni e i contenuti di ogni singolo messaggio, poiché dettati dalla vita in un proprio passaggio sono opinabili o condivisibili, ma comunque insindacabili, se poi con l’altrui opinione si è scelto di fare un patto, bisogna accettarne anche lo scotto, si può essere immensamente ripagati, ma anche mestamente stroncati. La verità assoluta è una gran rarità, nell’attesa prediligo l’umiltà.
Quante strade impolverate percorriamo ogni giorno!Giardini incolti ed erbacce sui muri, cani randagi denutriti che si muovono in branco alla ricerca di cibo, schiene di lavoratori piegate dalla fatica.E ci meravigliamo dello sporco della via, ci stupiamo dell’incuria della terra, cacciamo via i cani affamati e ci commiseriamo dei dorsi curvati di chi sgobba.Ma quella strada non è forse la nostra stessa vita?Il pulviscolo, è l’insieme delle angosce che offuscano la mente;Il giardino abbandonato, è un cuore che non intendiamo;Le sterpaglie sulle pareti, divengono le incancellabili cicatrici dell’anima;i cani randagi, quel senso del dovere che si muove come un branco conforme al “giusto” e alla “ragione” e che lentamente però muore nella fame di una vita che non vive;Le schiene piegate dei lavoratori, raffigurano, infine, i nostri corpi devoti con dovizia alla bellezza esteriore china nell’infima materia che occulta la sostanza della vera essenza.
Tutti ti giudicano, parlano di te. Osservano il tuo modo di vivere e lo criticano. Poi ecco che scopri che loro fanno peggio e cercano invano di nasconderlo.