Mauro Lanari – Tempi Moderni
Hanno sempre cercato di metterci in riga, con la grafica degli smartphone sono riusciti a metterci in colonna.
Hanno sempre cercato di metterci in riga, con la grafica degli smartphone sono riusciti a metterci in colonna.
Nuovi indicatori dell’emergenza globale. La crisi è giunta al punto che i portieri non sanno più dove andare a parare, i cecchini dove andare a sparare, i detrattori dove andare a sparlare.
Il linguaggio dei segni, braccia conserte per dire di allontanarsi o altri che non capisco e non voglio capire, sono le bestie che pretendono che li si capisca. Una civiltà impostata su un linguaggio gestuale, finisce poi che si comincia a segnare i territori con la pipì?
Una volta anche nei momenti peggiori eravamo felici ora anche nei momenti migliori siamo tristi.
Noi siamo fatti al 90% d’acqua e al 10% di passione. La nostra fine non è la fine del 10% che resta nei cuori e nelle menti di chi ci ha conosciuti, ci ha cresciuti, ci ha combattuti e di chi ci ha amati.
La tecnologia facilita i rapporti umani senza arricchirli però. Telefono e computer possono tenere in contatto persone anche lontanissime, ma nessun messaggio può dare l’emozione di due sguardi che si incrociano o il calore di due mani che si stringono. La tecnologia aiuta a comunicare, ma comunicare non basta. Bisogna anche vivere.
Nella “fiera delle vanità” non si guarda alle profondità se non con la coda dell’occhio. Siamo stati “programmati” per “sfarfalleggiare” tra una massa dii informazioni inutili. Dietro la cortina di nebbia invece, la vita vera.