Megan Gandy – Anima
Guardo tra le pieghe dell’anima e ti ritrovo incastrato.
Guardo tra le pieghe dell’anima e ti ritrovo incastrato.
Il più potente terremoto lo fa il mio corpo, quando trema e mi attraversa, trasformando luci, ombre e paesaggi in un brivido uniforme.
Si era nutrita di un amore finto, fino a vomitare la sua stessa anima!
C’è una dimensione in cui davvero ci si sente liberi e in pace con se…
Siamo tutti ricercatori di sorrisi in un vortice frenetico che non ci abbandona. Anime vaganti colte da un’inspiegabile fame compulsiva di tenerezza e di amore… Forse si ha paura di ammalarsi di anoressia sentimentale, l’unica in grado di farci morire un po’ per volta, ogni giorno… tutti i giorni, di solitudine. Sarebbe come rimanere eternamente sospesi in bilico, sull’orlo di un precipizio, senza nessuna mano a cui afferrarsi per potersi salvare: è questa la morte che fa più paura.
A volte l’impossibile accade ed è proprio in quel momento che si agisce dannatamente d’istinto… ed è proprio in quel momento che riusciamo ad essere incondizionatamente noi stessi… per questo io amo l’impossibile.
Già fin d’allora i sentimenti erano quelli che dovevano restare per sempre: l’incertezza del proprio valore, un continuo oscillare fra l’autostima e lo scoraggiamento, fra un idealismo al di sopra delle cose del mondo e un naturale appetito dei sensi, e come allora, anche cento volte più tardi ho visto quei tratti della mia natura talvolta come una spregevole malattia, talatra come segno di merito.