Megan Gandy – Comportamento
Lo ammetto, ogni tanto mi chiedo chissà cosa pensa la gente di me, ma poi ci penso e sinceramente non me ne frega nulla.
Lo ammetto, ogni tanto mi chiedo chissà cosa pensa la gente di me, ma poi ci penso e sinceramente non me ne frega nulla.
Apparentemente sulle mie. Solitaria per natura, non sono in grado di grandi effusioni. Perché se…
I vecchi che posseggono il senso dell’umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull’età.
Oggi tutto va esibito, il bicchiere di mojito in una foto, il sorriso in silverplate…
Non esistono domande stupide, esistono errori stupidi causati da chi non ha fatto domande!
L’angoscia rivela alla coscienza la nostra libertà e testimonia la costante modificabilità del progetto iniziale. Nell’angoscia non ci limitiamo a renderci conto del fatto che i possibili da noi progettati sono costantemente rosi dalla nostra libertà in attuazione, ma comprendiamo inoltre la scelta, ossia noi stessi, come ingiustificabili; il che vuol dire che ci rendiamo conto che la scelta non trae origine da alcuna realtà anteriore, ed è anzi, tale da dover fungere da fondamento dell’insieme dei significati che costituiscono la realtà. In tal modo siamo costantemente impegnati nella scelta di noi stessi e costantemente consapevoli di poter bruscamente rovesciare la scelta ed invertire la rotta. Siamo pertanto sotto la costante minaccia della nullificazione della nostra scelta attuale, sotto la costante minaccia di divenire altri da ciò che siamo. Proprio per il fatto di essere assoluta, la nostra scelta è fragile.
Lascia sempre briglie sciolte alla fantasia, il piacere non è mai in casa nostra.