Megan Zanin – Comportamento
Certa gente si commenta da sola. Se solo imparasse ad usare quella cosina chiamata cervello invece di sculettare sarebbe meglio!
Certa gente si commenta da sola. Se solo imparasse ad usare quella cosina chiamata cervello invece di sculettare sarebbe meglio!
Ogni malefatta ha un alto costo che prima o poi dovrà essere appianato.
Che vada come vada la vita continua da soli o in compagnia, ma certi nodi per stare in pace te li devi togliere dalla gola. E mandare affanculo chi se lo merita. Poi, stai meglio, vedi le cose con più lucidità e sei pronto a nuove e incredibili avventure. Le cose non dette, non fanno per me. E se non le dico, significa che proprio non me ne fotte un cazzo. Ma quello, è un altro discorso.
Un pensiero sempre uguale a se stesso, una mente che corre lungo i binari di un treno senza mai deviare, un intellettoracchiuso in uno stagno soffocano la genialità. Genio è colui che fa deragliare ogni tanto i suoi pensieri, è colui che, indifferente del giudizio altrui, rompe gli argini della sua mente, riuscendo a generare qualcosa di unico ed eterno.
La boria e la tracotanza, miscelati in parte a delirio d’onnipotenza, fanno spesso dimenticare che per avere diritto a scrivere basta essere dotati di pollice opponibile, le opinioni e i contenuti di ogni singolo messaggio, poiché dettati dalla vita in un proprio passaggio sono opinabili o condivisibili, ma comunque insindacabili, se poi con l’altrui opinione si è scelto di fare un patto, bisogna accettarne anche lo scotto, si può essere immensamente ripagati, ma anche mestamente stroncati. La verità assoluta è una gran rarità, nell’attesa prediligo l’umiltà.
L’angoscia rivela alla coscienza la nostra libertà e testimonia la costante modificabilità del progetto iniziale. Nell’angoscia non ci limitiamo a renderci conto del fatto che i possibili da noi progettati sono costantemente rosi dalla nostra libertà in attuazione, ma comprendiamo inoltre la scelta, ossia noi stessi, come ingiustificabili; il che vuol dire che ci rendiamo conto che la scelta non trae origine da alcuna realtà anteriore, ed è anzi, tale da dover fungere da fondamento dell’insieme dei significati che costituiscono la realtà. In tal modo siamo costantemente impegnati nella scelta di noi stessi e costantemente consapevoli di poter bruscamente rovesciare la scelta ed invertire la rotta. Siamo pertanto sotto la costante minaccia della nullificazione della nostra scelta attuale, sotto la costante minaccia di divenire altri da ciò che siamo. Proprio per il fatto di essere assoluta, la nostra scelta è fragile.
Andremo e torneremo ancora centinaia di volte, forse senza renderci conto che non siamo più…