Mery Lucana – Stati d’Animo
Ho una musica nel cuore che solo in pochi sono capaci di ascoltare e capire.
Ho una musica nel cuore che solo in pochi sono capaci di ascoltare e capire.
La cattiveria è come un boomerang prima o poi torna al mittente, con gli interessi pure.
L’indifferenza è l’arma più affilata per ferire l’orgoglio di una persona.
L’ingratitudine nasce a volte dall’impossibilità di sdebitarsi.
In ognuno di noi esiste una parte sana, senza nei, pulita e una malata. Basta localizzarle, avere intuito, l’una tenta sull’altra il sopravvento. Sono i globuli rossi e quelli bianchi, in principio in equilibrio perfetto. Entrambi sono guerrieri, combattenti, se uno cade l’altro è in ascesa. È una lotta senza quartiere per la sopravvivenza, non risparmia colpi, porta all’auto distruzione. Si definisce tormento. Per la legge della natura che regola le creature e che è spietata, la murena che sorprende il granchio poco astuto, è preda anch’essa, generandosi altre nascite infinite.
Scissioni elettive. Li chiamo così i frammenti che saltano in aria come mine vaganti, a rischio scoppio, da quel mio me centrale che avrebbe bisogno di interezza. Proiezioni. Salti funambolici tra il trapezio del Sé e l’isoscele dell’Io. Tonalità. Crome e diesis che mi urlano dentro in sinfonie distorte e stonate. E più mi urlo, mi urlano, più m’insonorizzo e più non mi do retta. Il “no” è la mia ottava nota musicale. Mi sbatto gli occhi in faccia. Mi allontano, di schiena. C’è chi si prende le misure; io mi prendo le distanze.
Si dice che “non può piovere per sempre”, ma io non temo la durata, per me la parte più difficile è il temporale.