Michela Strega – Frasi Sagge
Imparerò forse un giorno che le mani sono due e chi ti ha pugnalato una volta lo potrà sempre rifare.
Imparerò forse un giorno che le mani sono due e chi ti ha pugnalato una volta lo potrà sempre rifare.
Intendo esaminare qui i ricordi di esperienze estreme, di offese subite o inflitte. In questo caso sono all’opera tutti o quasi i fattori che possono obliterare o deformare la registrazione mnemonica: il ricordo di un trauma, patito o inflitto, è esso stesso traumatico, perché richiamarlo duole o almeno disturba: chi è stato ferito tende a rimuovere il ricordo per non rinnovare il dolore; chi ha ferito ricaccia il ricordo nel profondo, per liberarsene, per alleggerire il suo senso di colpa.Qui, come in altri fenomeni, ci troviamo davanti a una paradossale analogia tra vittima e oppressore, e ci preme essere chiari: i due sono nella stessa trappola, ma è l’oppressore, e solo lui, che l’ha approntata e l’ha fatta scattare, e se soffre, è giusto che ne soffra; ed è iniquo che ne soffra la vittima, come invece ne soffre, anche a distanza di decenni. Ancora una volta si deve constatare, con lutto, che l’offesa è insanabile: si protrae nel tempo, e le Erinni, a cui bisogna pur credere, non travagliano solo il tormentatore (se pure lo travagliano, aiutate o no dalla punizione umana) ma perpetuano l’opera di questo negando la pace al tormentato.
Si parla di poesia, di anima, d’amicizia , di cuore, di eternità, e poi basta un po’ di vento e tutto svanisce nella nulla.
Chi è schiavo del pregiudizio, non saprà mai cosa significa guardarsi dentro e scoprire l’unica via per la libertà.
Quando si ha ragione ventiquattro ore prima degli altri, si passa, durante quelle ventiquattro ore, per una persona sprovvista del senso comune.
Alcune persone pensano che ciò che conta è vivere; io però preferisco leggere.
La solitudine è relativa, è quello che serve per mettere in ordine i pensieri, senza rinunciare a qualche momento di compagnia o di passione; ma relativamente restando soli dentro e con se stessi, solo allora ci si sentirà liberi d’amare, ma: amare veramente! La solitudine è il ritrovamento con se stessi e anche se questo è molto difficile, poiché si tende a fuggire da questo confronto, è il punto di partenza di ogni cambiamento non si deve temere alla solitudine ne tenerla come nemica e tanto meno soffrirla, l’inizio di ogni cambiamento è possibile partendo da un momento di pausa, di riflessione di pura meditazione.