Michela Strega – Stati d’Animo
Dimmi, ma quando non avrai più nessuno da imitare come farai a convivere con te stesso?
Dimmi, ma quando non avrai più nessuno da imitare come farai a convivere con te stesso?
I vorrei, i direi, i farei e i poi li lascio agli altri. Io sono per i voglio, i dico e i faccio adesso.
I ricordi che lasciano certe estati sono momenti di sole che riscalderanno l’inverno.
Vorrei trovare una persona che sa guardarmi per quello che sono. Una di quelle persone che sorride di fronte ai miei difetti, che ci scherza sopra e ironizzando li fa apparire meno “difetti”. Una di quelle persone che prende i miei lati migliori e li usa per migliorarsi e trarre da essi buon insegnamento. Perché stare insieme, trovarsi e amarsi è accettarsi così come siamo.
In questa vita più cose tieni meno sarai libero.
Addirittura certe notti mi capitava di svegliarmi agitato e non riuscire più a riaddormentarmi. Avevo paura. Avevo paura, ma non sapevo di cosa. Semplicemente provavo una sensazione di paura senza conoscerne il motivo. Mi sentivo angosciato, pieno di ansie e mi ritrovavo sveglio. Sveglio cm se avessi dormito diverse ore. Desideravo soltanto un po’ di quiete. Nn chiedevo molto. Volevo solo stare bene. A volte mi succedeva anche durante la giornata, mentre ero seduto alla scrivania, o magari quando ero solo in macchina. Guidavo e mi veniva come da piangere, mi assaliva questa sensazione e non capivo cos’era. Non sapevo come gestirla, non aveva maniglie, non potevo afferrarla, controllarla, non c’era via d’uscita. Sentivo un peso sul torace e volevo uscire da me stesso, strappandomi la pelle di dosso, scappare! Qualcosa dentro di me era in disordine. Quando cercavo di capire, quando cercavo una spiegazione logica, non trovavo risposta.Razionalmente andava tutto bene. […] queste sensazioni di paura venivano anche di giorno, ma la notte… la notte mi schiacciavano la faccia contro il muro, e mi sembrava di essere preso in ostaggio.
Ci si abitua a tutto, perfino al dolore. Ecco perché quando ci si trova a viverlo, non si sente più nemmeno l’esigenza di esternarlo. Lo si tiene nel cuore, lasciandosi cullare da esso. Il dolore ha il pregio di recare conforto. Se non altro, ci ricorda di essere vivi.