Michela Strega – Vita
Un giorno dovremmo dar conto a qualcuno della nostra vita: alla coscienza.
Un giorno dovremmo dar conto a qualcuno della nostra vita: alla coscienza.
Viviamo la vita un po’ così, come seduti in una stazione ad aspettare chissà chi, o decidere di andare chissà dove.
La vita è come un lungo viaggio in treno. Il tragitto è l’insieme di tutti i giorni, le fermate, invece, le tappe fondamentali e i singoli ricordi di un giorno importante, il capolinea il raggiungimento del tuo principale obiettivo.
Felicità! Ecco qualcosa che tutti desideriamo ma che pochi riescono a raggiunger. Da cosa è condizionata? Forse dall’età, dalla bellezza, dalla ricchezza, dalla salute, dalla cultura, dalla libertà di lavoro, dalla posizione sociale? La felicità è uno stato mentale che possiamo conseguire, basta volerlo. “La felicità non ha prezzo, non si può comprare. La felicità però si può imparare”. Riusciamo ad essere felici nel momento in cui decidiamo di cambiare ciò che è possibile cambiare, quindi di gioire del bicchiere mezzo pieno anziché piangere sul bicchiere mezzo vuoto! La felicità non è un punto di arrivo ma scaturisce da un apprendimento del vivere bene dove occorre abituarsi ad accettarsi, amarsi senza condizioni, scegliere situazioni gratificanti, essere ottimisti, saper vedere il meglio delle cose, avere fiducia in se stessi, lasciare spazio alle proprie emozioni, imparare ad accettare i propri limiti, proteggersi dalle paure reali o immaginarie, dalle nostre e altrui denigrazioni… ma innanzitutto scegliere di vivere con gioia.
Non facciamo quello che vogliamo e tuttavia siamo responsabili di quel che siamo.
Credevo di avere una vita sola, poi mi sono scontrata con la seconda: quella che gli altri si inventano.
Puntare dritto al cuore delle persone è facile, entrarci è un dono, ma è rimanerci che è difficile.