Michela Zanarella – Anima
Mi rinchiudo in una danza cerebrale azzurra a toccare equilibri inesistenti.
Mi rinchiudo in una danza cerebrale azzurra a toccare equilibri inesistenti.
Ci sono silenzi che inesorabilmente, inevitabilmente, scavano distanze che è impossibile recuperare… ma ci sono…
Sono ciò che sono, non ho premura di capire quanto valgo… ben si, di quanto…
Cosa c’è di più dolce, intenso, autentico dello specchiarsi in uno sguardo dove ritrovi frammenti di te, della tua anima, dove il dna ha perpetrato la sua magia!
Vedere l’anima in uno sguardo incrociato è stupendamente calorico. Scalda i cuori più del sole.
Si dice che l’anima resta e la carne muore. E lo si dice sottolineando l’importanza dell’anima rispetto alla carne. Che errore! Proprio perché muore la carne è più importante dell’anima. Di anime ce n’è un vagone di scorta. Ma di carne… Quando la carne è finita, in segno di nervosismo ti mangi le unghie. È la carne che è importante, l’anima la trovi anche al supermarket delle fedi: animismo, reincarnazione, ortodossi, poco ortodossi, per niente ortodossi, mormoni, cattolici, calvinisti, ce n’è per tutti, e ciascuno di noi ha un solo inestimabile corpo e mille anime in accessorio. L’anima buona, l’anima candida, l’anima nera. Possiamo essere un giorno generosi e un giorno crudeli. Un giorno innamorati e un giorno carichi d’odio. È solo il corpo, la carne, che testimonia che siamo sempre noi, la stessa persona che cambia tutte queste anime, tutti questi atteggiamenti, come un vestito: l’anima casual, l’anima da sera.
A compiacersi del semplice ci vuole un’anima grande.