Michela Zanarella – Sogno
Ingorda di sogni, fisso le nuvole e rinchiudo nell’anima la luce che vorrei essere.
Ingorda di sogni, fisso le nuvole e rinchiudo nell’anima la luce che vorrei essere.
I sogni sono la materia da cui nasce la speranza.
Non lasciare che il tuo sogno si frantumi sugli scogli della vita, abbine cura e se ciò dovesse accadere, ricomponilo fino all’ultimo pezzo e tienilo in quel luogo dove la speranza ha bisogno di quel sogno, nel tuo cuore.
Sai, i sogni sono leggeri, per questo mi ci aggrappo per restare a galla in questo stagno di inquietudine.
Tu eri rapido, Morar, come un capriolo sulla roccia, terribile come una fiamma notturna nel cielo. La tua collera era una tempesta, la tua spada nella battaglia, un lampo sulla landa. La tua voce sembrava il torrente dopo la pioggia, il tuono grondante tra le montagne. Molti caddero sotto il tuo braccio; la fiamma della sua ira li consumò. Ma quando tu ritornavi dal combattimento, com’era calma la tua fronte! Il tuo viso era come il sole dopo la tempesta, come la luna nella notte silenziosa; il tuo seno era tranquillo come il lago quando è cessato il rumore del vento.
Unico e comune è il mondo per quelli che son desti, mentre nel sonno ciascuno si richiude in un mondo suo e particolare.
Al risveglio di un bel sogno mi sento sia felice che triste, perché vedo ciò che più vorrei avere ma che purtroppo non avrò mai.