Michelangelo Da Pisa – Frasi d’Amore
Realizzai di essermi innamorato sul serio quando il caffè divenne il mio secondo pensiero appena sveglio.
Realizzai di essermi innamorato sul serio quando il caffè divenne il mio secondo pensiero appena sveglio.
L’amore vive nell’aria della sensibilità, nel respiro dei valori, ma sopratutto l’amore vive nel rispetto…
Una lacrima? No, meglio due.
Nelle mie zone d’ombra, imbastisco discorsi e silenzi, tagli, cuciture e feritoie ed insani appelli fatti di richiami estremi alla tua carne che gronda sangue che mi trasuda dai pori, dagli alveoli, mi respira, annaspandomi, soffocandomi, l’ultima sillaba. Sei leggio, il mio tu che si fa pelle e t’inghiottisco, ti deglutisco a forza, costringendoti dentro al petto, per arrivarmi nell’intimità di ogni mia voglia che ti reclama, perentoria. Sei effige sacra e ti prego, Dio mulatto fatto di sesso ed altra brama che mi copia il desiderio e me lo incolla alla tua immagine. Somiglianza del mio divino.
Soffriamo per troppe cose inutili, soffocando le emozioni quando non raggiungiamo il nostro desiderio o quando questo fugge via. Alla fine però inseguiamo l’indefinito, avendone definito un’idea, ecco l’utopia. Non è l’amore l’utopia, ma l’idea con la quale soffochiamo l’emozione che ce lo farebbe vivere.
Ci sono infinite cose deliziose così vicine agli occhi che non le sai vedere.
Nessuno può amare una persona che non ama se stessa.
L’amore vive nell’aria della sensibilità, nel respiro dei valori, ma sopratutto l’amore vive nel rispetto…
Una lacrima? No, meglio due.
Nelle mie zone d’ombra, imbastisco discorsi e silenzi, tagli, cuciture e feritoie ed insani appelli fatti di richiami estremi alla tua carne che gronda sangue che mi trasuda dai pori, dagli alveoli, mi respira, annaspandomi, soffocandomi, l’ultima sillaba. Sei leggio, il mio tu che si fa pelle e t’inghiottisco, ti deglutisco a forza, costringendoti dentro al petto, per arrivarmi nell’intimità di ogni mia voglia che ti reclama, perentoria. Sei effige sacra e ti prego, Dio mulatto fatto di sesso ed altra brama che mi copia il desiderio e me lo incolla alla tua immagine. Somiglianza del mio divino.
Soffriamo per troppe cose inutili, soffocando le emozioni quando non raggiungiamo il nostro desiderio o quando questo fugge via. Alla fine però inseguiamo l’indefinito, avendone definito un’idea, ecco l’utopia. Non è l’amore l’utopia, ma l’idea con la quale soffochiamo l’emozione che ce lo farebbe vivere.
Ci sono infinite cose deliziose così vicine agli occhi che non le sai vedere.
Nessuno può amare una persona che non ama se stessa.
L’amore vive nell’aria della sensibilità, nel respiro dei valori, ma sopratutto l’amore vive nel rispetto…
Una lacrima? No, meglio due.
Nelle mie zone d’ombra, imbastisco discorsi e silenzi, tagli, cuciture e feritoie ed insani appelli fatti di richiami estremi alla tua carne che gronda sangue che mi trasuda dai pori, dagli alveoli, mi respira, annaspandomi, soffocandomi, l’ultima sillaba. Sei leggio, il mio tu che si fa pelle e t’inghiottisco, ti deglutisco a forza, costringendoti dentro al petto, per arrivarmi nell’intimità di ogni mia voglia che ti reclama, perentoria. Sei effige sacra e ti prego, Dio mulatto fatto di sesso ed altra brama che mi copia il desiderio e me lo incolla alla tua immagine. Somiglianza del mio divino.
Soffriamo per troppe cose inutili, soffocando le emozioni quando non raggiungiamo il nostro desiderio o quando questo fugge via. Alla fine però inseguiamo l’indefinito, avendone definito un’idea, ecco l’utopia. Non è l’amore l’utopia, ma l’idea con la quale soffochiamo l’emozione che ce lo farebbe vivere.
Ci sono infinite cose deliziose così vicine agli occhi che non le sai vedere.
Nessuno può amare una persona che non ama se stessa.