Michelangelo Da Pisa – Frasi d’Amore
Sai di buono, come la terra dopo la pioggia, come il maestrale che mi inebria di salsedine, come il pane appena sfornato, come un libro or ora acquistato, come una tentazione della quale mai mi son saziato.
Sai di buono, come la terra dopo la pioggia, come il maestrale che mi inebria di salsedine, come il pane appena sfornato, come un libro or ora acquistato, come una tentazione della quale mai mi son saziato.
Un nuovo impeto si sta caricando nel mio cuore. Una novella anima si accosterà presto alla mia. Comincerà un’altra primavera, uno straordinario fiore sboccerà.
Non chiedo più nulla perché più si chiede più ci si aggrappa alla speranza di avere… più non si ottiene nulla più scaturiscono illusione e delusione.
L’amore è come il fuoco, ma come il fuoco più ardente e scoppiettante, anch’esso finisce per spegnersi se non viene alimentato.
E dirò: abbracciami ancora, abbracciami forte abbracciami ora, non esiste il tempo, non c’è distanza…
Il vento mi sussurra il tuo nome, in mezzo a una miriade di persone… sola, inguaribilmente sola. Ascolto il tuo profumo e penso che nessuno, potrò mai amare all’infuori di Te!
È un nettare dolce l’amore, del colore dell’ambra e profuma di vaniglia. È caldo, appaga, sazia e conforta i cuori legandoli a se con fili d’oro e gli inabissa nell’oblio perfetto della dimenticanza. È un fiore immacolato, l’amore, con petali di candide penne di cigno. È un’alba estiva che sorge impaziente e presto volge in un lungo tramonto, ansimante e rosso, destinato a morire per rinascere in altre terre. È come il monsone che tutto sconvolge eppure disseta le terre riarse. È un mostro orrendo l’amore, che trafigge i cuori con lingue affilate e ne beve i rivoli che sgorgano come falde di perle rosso sangue. L’Amore ha il tuo viso, occhi neri come talismani, morbide labbra su cui scivola il piacere a gocce e stille e liquide gemme. Tu che strazi l’anima incorruttibile la divori e la squarci e tra rumori sordi, urla soffocate sorgono, come i morti dell’ultimo giorno, ricordi sbiaditi, tenerezze infinite, parole sussurrate nudi nel buio, da bocche ora sepolte tra i vermi, nei cimiteri desolati, di orgogli mai vinti.