Michelangelo Da Pisa – Frasi Sagge
Le decisioni sono delle scarpe costose in vetrina, intriganti a vedersi, improbabili da indossare.
Le decisioni sono delle scarpe costose in vetrina, intriganti a vedersi, improbabili da indossare.
Quasi divino, diventa il saggio quando con la propria saggezza aiuta le altre persone rimanendo comunque quasi nascosto e mostrandosi come buon amico fingendo se necessario di essere ignorante.
La vita a volte ti punisce ingiustamente ti prende a calci però ti insegna, ti fa piangere urlare cadere ma poi un bel giorno decide di farti un regalo un meraviglioso regalo quello di essere ripagata da tutte le sofferenza prima o poi le soddisfazioni arrivano vieni ripagata dei pianti delle urla ed è lì k capisci di quanto la vita sia una fottuta troia che amerai incondizionatamente dolorosamente l’amerai.
La frustrazione e i fallimenti personali partoriscono l’odio, l’ipocrisia, la malvagità, i rancori, il voler ferire le persone gratuitamente perché non si sta bene con se stessi, ma soprattutto il sentimento più brutto che ci sia in assoluto l’invidia.
Quando una persona è abituata ad avere a che fare con imbecilli senza personalità e a comandare le loro emozioni, dà per scontato che nella vita troverà solo altri imbecilli. Poi arriva qualcuno che scopre il gioco vile della manipolazione e l’unica cosa che può fare è mettere da parte la veste di vittima sacrificale per indossare quella, più spietata, delle offese. Spesso è la stessa persona che amorevolmente ha cercato conforto, indifesa, nella fedele e pura culla dei buoni sentimenti e dell’onestà, senza sapere che neppure l’onestà viene risparmiata dalla perfidia.
Tutto è importante nella vita: i ricordi, le delusioni, le vittorie e i traguardi. Tutto è necessario, ma niente è indispensabile: Le lotte, le discussioni e le conquiste. Tutto si può avere, ma non tutto si può comprare: l’amore, il rispetto, la stima e l’amicizia. Tutto ha un suo senso, ma non tutto è come sembra: le persone, le parole, gli atteggiamenti e gli interessi!
Siamo così abituati a lamentarci, che malediciamo la sorte per un dito rotto, ma non la benediciamo per averne altri quattro sani.