Michelangelo Da Pisa – Sogno
Vago perennemente a caccia di sogni, per divenire sistematicamente preda della realtà.
Vago perennemente a caccia di sogni, per divenire sistematicamente preda della realtà.
Immaginavo il mio mondo e poi sei arrivato tu.
A volte rinunci ad un piccolo sogno per perseguire un sogno più grande.
La cosa straordinaria era che pareva il suo viso avesse impressa la forma delle mie mani, lì dove le avevo posate la notte precedente.
Un principio della fisica che mi affascina è quello dei vasi comunicanti, secondo il quale un liquido contenuto in due contenitori tra loro connessi, anche se di forma differente, si disporrà allo stesso livello in ognuno degli stessi. Questa sorta di forza compensativa, che fluisce da un corpo a un altro fino a equipararsi, che annulla ogni diversità attraverso la semplicità della comunicazione. Quasi a voler dire: “quel che ho te lo dono, quel che sei, io sono.” L’impavido coraggio della poesia contagia tutto, anche la fisica.
Non occorrono gli occhi del ventoper vedere l’infinito, basta sognare.
L’esperienza ci fa diventare soprattutto duri con noi stessi: pensiamo di non meritare più nulla, che dalla vita e dagli altri non dobbiamo più aspettarci niente, tanto meno da noi stessi. Eppure a volte dimentichiamo che illudersi non fa sempre male, perché è proprio da lì che partono le svolte: senza illusione e senza speranza non siamo niente e finiamo per non avere esattamente nulla.