Michelangelo Da Pisa – Tristezza
Non v’è prigione più angusta di un’ossessione.
Non v’è prigione più angusta di un’ossessione.
Lacrime. Schegge impazzite dell’anima nel ricordo di un tempo mai dimenticato.
Siamo fragili, vittime di noi stessi e quando abbiamo la sensazione di stringere tra le mani nient’altro che aria, ci sgonfiamo traditi dalle nostre illusioni, lasciando la mente alla mercè degli eventi, dove predominano paure, angosce e sogni andati in fumo.
Quel che m’incanta di madre natura è la sua infinita capacità di perdonarci.
Due mani che si sfiorano sono due mondi che si integrano, due fiumi emozionali che convergono, due anime che si solleticano, è la trasgressione della semplicità.
Il buio non ha fondo, è come l’anima quando annega nel dolore.
Batti o mio cuore, batti forte il tuo dolore, fino a divenire, nel petto addolorato, l’unico suono comprensibile.