Michele Gentile – Comportamento
E poi fuggo via veloce, lontano da me, braccato da una muta di doveri bastardi.
E poi fuggo via veloce, lontano da me, braccato da una muta di doveri bastardi.
Rifletti, prima di pensare.
Facile e agevole è scegliere il male, una via piana a noi molto vicina; ma gli dei hanno posto il sudore davanti alla virtù; lunga e difficile è infatti la strada e, al principio, aspra, ma quando si giunge alla vetta diventa agevole ciò che prima era difficile.
Cerchiamo continuamente l’ebbrezza. Non vogliamo soffrire. Bene, voi sapete che c’è molto da imparare dalla sofferenza. Certo, io preferirei imparare e insegnare nella gioia; ma negare che nella sofferenza vi sia un certo valore è un errore enorme.
Posso misurare il moto dei corpi, non l’umana follia.
La lussuria è come l’avarizia: aumenta la propria sete con l’acquisizione dei tesori.
Temere il mutamento? Ma che cosa potrebbe mai prodursi senza mutamento? Che cosa v’è di più caro e familiare alla natura universale? Tu stesso, potresti forse farti il bagno caldo senza che la legna si trasformi? O nutrirti, senza il metabolismo degli alimenti? E quali altre operazioni utili potrebbero mai compiersi senza il mutamento? Non vedi, allora, come anche il tuo stesso mutare sia della stessa specie e ugualmente necessario alla natura universale?