Michele Gentile – Frasi d’Amore
Ora è tempo di sconfitta, ora è tempo di amare!
Ora è tempo di sconfitta, ora è tempo di amare!
Nulla può davvero separarci da una persona, se nel nostro cuore, il suo ricordo è vivo e trasmette immenso amore.
L’amore come la golosità, sono piaceri di grande soddisfazione.
Io non vendo il mio cuore. Lo dono e chi lo riceve ha il diritto e il dovere di continuare a farlo battere.
Da quando ho l’Osso uncinato ed il Metacarpo infiammati, la mia vita sessuale è un…
Tu non vali niente…Tu non vali niente…È più utile tua sorella alla società… lei almeno fa volontariato… tu non conti nulla.Poche cose mi hanno ferita violentemente come questa frase… sono attimi… attimi di eternità che possono mutare per sempre il corso della tua vita e trasformare i tuoi sogni in brutali realtà…Oggi più che mai la mia mano non potrà scrivere pagine di dolcezza, di sensualità, della follia dell’amore, ma solo la forza del dolore che provo lascia la penna libera di incidere i miei pensieri, gli istanti di timore e di panico…Un sole pallido filtra dalle tende rosse, sento che l’emozione mi sta giocando un brutto scherzo, vorrei avere il coraggio di esprimere la mia angoscia ad alta voce, per manifestare il bisogno d’amore che provo… il dramma che vivo, ma me ne guardo bene, mi accorgo della tua aria indifferente e annoiata quindi taccio…Sono nervosa da far paura, resto immobile, sconcertata dall’atteggiamento insofferente ed aggressivo che hai nei miei riguardi… chiusa in un silenzio che diventa ad ogni mio respiro più pesante i miei occhi non possono fare altro che posarsi su questo foglio… mi chiedo allibita e sconcertata come faccia il mio uomo a trovare il coraggio di parlarmi in un modo così acido, arrogante tu che in questi momenti riusciresti a stritolarmi con le tue lunghe e nervose mani.Tu con il tuo ignorarmi volutamente mi stai distruggendo… non trovo il coraggio di sostenere un dialogo, sembri talmente assorto nei tuoi pensieri, distante, da togliere la voglia di tentare… La tua composta arroganza insieme al profumo sottile ed amaro che emani dalla pelle sudata, il tuo corpo vigoroso… così vicino.. mi provoca un insolito stordire. Un misto di rabbia e attrazione.. adesso desidero solo sprofondare in un baratro…
[…] Ho liberato una mano, ho preso un bicchiere e l’ho spostato sul bordo del tavolo.”Cadrà” ha detto lui.”Esatto. Voglio che tu lo faccia cadere.””Rompere un bicchiere?”Sì, rompere un bicchiere. Un gesto in apparenza semplice, ma che implica terrori che non giungeremo mai a comprendere appieno. Che cosa c’è di sbagliato nel rompere un bicchiere di poco valore, quando tutti noi, senza volerlo, abbiamo già fatto la stessa cosa nella vita?”Rompere un bicchiere? ” ha ripetuto. “Per quale motivo?””Posso spiegartelo, ” ho risposto “ma, in verità, è solo così, per romperlo.””Per te?””No, è chiaro”.Lui guardava il bicchiere sul bordo del tavolo, preoccupato che cadesse.”È un rito di passaggio, come dici tu stesso” avrei voluto spiegargli. “È la cosa proibita. Non si rompono i bicchieri di proposito. In un ristorante, o nelle nostre case, ci preoccupiamo che i bicchieri non finiscano sul bordo del tavolo. Il nostro universo esige attenzione, affinché i bicchieri non cadano per terrà.””Eppure,” pensavo ancora, “quando li rompiamo senza volerlo, ci accorgiamo che non è poi tanto grave. Il cameriere ci dice: “Non ha importanza”, ed io non ho mai visto includere un bicchiere rotto nel conto di un ristorante. Rompere bicchieri fa parte del caso della vita e non provoca alcun danno reale: né a noi né al ristorante né al prossimo”.Ho dato uno scossone al tavolo. Il bicchiere ha ondeggiato, ma non è caduto.”Attenta!” ha detto lui, d’istinto.”Rompi quel bicchiere” ho insistito io.”Rompi quel bicchiere,” pensavo, “perché è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere e ne sono felice. Pensa alla lotta che divampa dentro di te e rompi questo bicchiere. Perché i nostri genitori ci hanno insegnato a fare attenzione con i bicchieri e coi i corpi. Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano.””Rompi questo bicchiere” gli ho ripetuto.Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere.Con un movimento rapido, lo ha spinto giù.Il rumore del vetro infranto ha richiamato l’attenzione di tutti. Invece di mascherare il gesto chiedendo scusa, lui mi ha guardato sorridendo e io ho ricambiato il gesto.”Non ha importanza” ha esclamato il ragazzo che serviva ai tavoli.Ma lui non lo ascoltava. Si è alzato e, mettendomi le mani tra i capelli, mi ha baciato.[…]