Michele Gentile – Guerra & Pace
Un Re che non vuole più combattere è il miglior suddito della pace.
Un Re che non vuole più combattere è il miglior suddito della pace.
Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l’odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono.
La tragedia si consuma quando l’umana tragedia si è compiuta…
Sono contrario alla guerra per molti motivi… ma il più importante è che la prossima pallottola potrebbe essere per me.
Amo il futuro, perché è limpido, un foglio bianco su cui planare. Lo amo in anticipo, come una promessa, come un neonato che attende di fare la sua comparsa nel mondo. E lo sento questo futuro, e non mi spaventa, anche se ogni passo ci conduce sempre più paradossalmente verso la morte. Ma ci chiede sommesso di liberarlo di tutto il peso che si porterà addosso, asportare l’enorme neo fiorito nel concepimento, ingrossato da retaggi e cammini distorti del passato, gonfio di anni e di sbagli dell’uomo. Lasciamolo in pace questo futuro, lasciamolo respirare, libero, magari inconcludente, ma offriamogli il sacrosanto diritto di essere staccato dalle corde, quelle logore, insensate corde, intrecciate dall’umana stupidità, pronte a legarlo, a strozzarlo ancor prima del suo tempo.
Nessun bene proviene dalla guerra: tutti agogniamo la pace.
Io non giudico quella gente che non sa comprendere ma sparlare e criticare; chi è nella condizione forse sfavorevole, inadeguata, svantaggiata di chi non sa guardare oltre a ciò che vede. Non la giudico, ma neppure la comprendo e cerco di capirla. Semplicemente mi allontano. Non voglio accanto a me persone che si fermano su condizioni e apparenze superflue, voglio accanto a me persone che al di fuori di questo, sanno leggere nel cuore “valori e sentimenti” che sono nascosti a occhi superficiali ed egoistici…