Michele Gentile – Stati d’Animo
Cosa me ne faccio di quest’alba se abbiamo smesso di sorprenderci.
Cosa me ne faccio di quest’alba se abbiamo smesso di sorprenderci.
Ci sono battaglie che perdi, nonostante le lotte giuste ed energiche. Lo sconforto arriva, ti stringe l’anima e i battiti del cuore rimangono soffocati. Dal dolore e dalla frustrazione. Vivi così per un bel po’, frastornato dagli eventi incapaci di reagire, con quel pugno inferto nello stomaco e lacrime soffocate dentro agli occhi. Eppure l’ingiustizia era palese, chiunque avrebbe potuto vederla, toccarla. Non era astratta, ti guardi intorno e noti solo spalle, non riesci a vedere gli occhi della gente; sono nascosti, dalla paura e dalla mancanza di coraggio di lottare per la giustizia e la democrazia.
Non mi preoccupa il tempo che passa o gli anni che passano, ma mi preoccupa il tempo e gli anni che vedo passare senza vivermeli. Per questo cerco sempre di fare del mio meglio per non sopravvivere, ma vivere al massimo.
Mi piace chi mi fa ridere, chi mi fa pensare, purtroppo amo chi mi fa soffrire…
Ho capito che la distanza non rovina un bel niente, che a rovinar tutto ci pensa sempre la gente; che ci si può comunque sedere accanto ad un cuore, nonostante i chilometri, i sedili sporchi di un intercity e i posti scomodi di un aereo low cost.
Ci sono due tipi di cecità: quella degli occhi e quella del cuore.
Era evidente, lo avevo intuito ma il mio cuore faceva finta di non capire!