Michele Sannino – Comportamento
Ho portato il peso della croce su di me, per te, quando tu non riesci a sopportare il peso dei tuoi sbagli.
Ho portato il peso della croce su di me, per te, quando tu non riesci a sopportare il peso dei tuoi sbagli.
Prima di pronunciare certi “no”, bisognerebbe conseguire il porto d’armi.
Non c’è aguzzino peggiore di sé stessi.
E quindi il più delle volte facciamo delle scelte sperando di portarle avanti, nell’illusione di dimenticare quello che ci è sempre mancato o credendo di poterne fare a meno. La verità, però, è che quello che ci manca è una parte di noi che qualcuno ci ha fatto scoprire e che ora non riusciamo a controllare, è quella sensazione di vuoto quando tutto va bene, è quella noia che ti sorprende quando ti stai godendo la tanto desiderata vacanza o quel desiderio di trasgressione che ti assale ed il senso di colpa se lo soddisfi. È quella parte di te che appartiene ad un altro e di cui tu non sei più padrone. Credimi sulla parola fratello: quello è il momento in cui la vita si prende gioco di noi ed allora si che sei veramente nei guai.
Il rispetto ormai da tempo è quel qualcosa che concedo solo a chi lo concede a me.
È molto piacevole ascoltarlo parlare, anche se quello che racconta ti è del tutto indifferente, perché ti parla davvero, si rivolge a te. È la prima volta che incontro qualcuno che si preoccupa di me quando mi parla: non aspetta l’approvazione o il disappunto, mi guarda con l’aria di dire: “Chi sei? Vuoi parlare con me? Mi fa proprio piacere stare con te! “. Ecco cosa volevo dire con la parola gentilezza, questo modo di fare che dà all’altro la sensazione di esserci.
Ho imparato a vivere la mia vita cercando di cambiare in meglio ciò che mi sta attorno, qualche volta anche riuscendoci. Nel frattempo di questo mio costante impegno spero di divenire l’attorno di una persona speciale che cambi in meglio me.