Michele Sannino – Stati d’Animo
“Magari” è una stupenda canzone di Renato Zero. Io la uso come biglietto da visita, basta saperlo leggere e potrai trovar la strada che ti porta in quel luogo chiamato cuore, dove tutto è possibile.
“Magari” è una stupenda canzone di Renato Zero. Io la uso come biglietto da visita, basta saperlo leggere e potrai trovar la strada che ti porta in quel luogo chiamato cuore, dove tutto è possibile.
Il tempo è galantuomo, e questo mi consola, non certo per sete di vendetta, ma per la soddisfazione di vedere chi ha fatto del male vivere le stesse cose che ha riservato agli altri a causa della propria freddezza e cattiveria.
Non esiste peggiore solitudine di quella vissuta in due.
Mi sono perso nell’incanto delle parole, mi sono sentito inghiottito da un vortice di pensieri, sono stato invaso da una girandola di sogni, mi sono fatto cullare da una dolce canzone, e alla fine è nata, anzi no… Alla fine “Ho costruito un’emozione”.
Quando la solitudine prende il sopravvento, tu mi appari come un accecante riflesso tra le sabbie del deserto.
Ho deciso di vivere la vita valutando ciò che sento io e voglio io. In pochi ti capiranno e in pochi ti resteranno a fianco, ma credo che non si può vivere in base a come gli altri pensano e credono sia giusto. Chi vive certe sensazioni, dolori e delusioni sei tu e solo tu sai che cosa lasciano e cambiano dentro di te.
Ma sapete una cosa? Il problema sono io. La colpa è mia, mia e basta. Sono io a credere determinate cose, io a cambiar umore per ogni piccolo dettaglio. A volte anche assurdi. Se le persone mi parlano in un certo modo, più affettuoso, io ci credo. Se si distaccano, se son più freddi, lo stesso. Per colpa mia. Se mi si viene data qualche attenzione in più, più di un abbraccio dalla stessa persona, più di un bacio sulla fronte, sui capelli, se passa per la radio più di una volta la stessa canzone, lui la canta guardandomi, io ci credo. Credo ai dettagli. Io mi affeziono. Io inizio a pensare a quei piccoli gesti, di mattina, di pomeriggio, di sera. La colpa è soltanto mia, ci casco. La colpa è mia che so di affezionarmi subito alle persone, nonostante sappia già di sbatterci la testa. Nonostante sappia di farmi male. Nonostante tutto.