Michelle Cuoreribelle – Frasi d’Amore
L’amore non è il sesso, è il mio cuore che non sa vivere senza il tuo battito.
L’amore non è il sesso, è il mio cuore che non sa vivere senza il tuo battito.
Quando sei triste e ascolti una musica simile quante cose ti fanno sognare, ricordi degli anni passati magari con qualcuna che hai amato o che forse ami ancora, solo a pensarla la vedi davanti a gli occhi, forse vuoi averla, ma è difficile perché non c’è, cosi ti accorgi che stavi solo sognando ti svegli da quel sogno irreale che non avresti mai voluto svegliarti e speri che il tuo sogno si avveri, perché ti senti solo e la solitudine è tristezza.
Il cuore ha una porta sola, forse un giorno quando avrò smesso di aspettare arriverà qualcuno ad aprirla; andrà oltre quella bella facciata, e quell’ingresso composto, percorrerà quel corridoio e visiterà quelle stanze rimaste chiuse per anni, alcune delle quali in cui nessuno è mai entrato.Tra quelle macerie forse troverà qualcosa di ancora integrò, o qualcosa di ricostruibile, sotto quella polvere raccoglierà i frammenti di una vita, e come pezzi di uno specchio li rimetterà insieme, scorgerà li il suo riflesso e sceglierà di restare.In fine aprirà quelle finestre rimaste chiuse negli anni e permetterà al sole di entrare.
Potrei amarti per entrambi, ma sarebbe sempre e solo il mio amore, mai il nostro.
Volevo augurarti la più magica delle notti… fatta di gioia felicità ma anche di infinito amore.Scrivo io visto che tu non lo fai, confesso che ho un nodo alla gola; in questo momento ho valanghe di lacrime pronte ad uscire, pronte a gridare un solo nome… “Amore”.
In amore nessuno è pago di felicità assoluta.
Zia Giovanna fu una persona senza tante aspirazioni, la sua dedizione alla famiglia era straordinaria. Non si era mai sposata. In casa godeva di grande considerazione, correva ad aiutare fratelli e sorelle se erano in difficoltà. Dopo la morte di mio padre fummo accolte in casa dei nonni e, crebbi accanto a zia Giovanna giorno per giorno. Quando ero piccola mi teneva sulle sue ginocchia e m’insegnava a pregare, se uscivamo mi prendeva in braccio e per me non aveva fame ne freddo. Spesso andavamo a trovare i genitori di mio padre e lei era sempre con noi. Un tempo i treni erano diversi da oggi, in ogni scompartimento c’era una porta, io amavo guardare il paesaggio mentre il treno era in corsa. Avevo 4 o 5 anni, come al solito ero davanti al finestrino della porta. Zia Giovanna mi teneva stretta dalle spalle del vestito, ad un tratto mentre il treno correva, la porta si spalancò e, se quell’angelo non mi avesse tenuta sarei volata via. Ero spaventata, la zia mi tenne stretta stretta. Oggi che non c’è più non smetto di dirle grazie.