Miriam Zizzo – Economia e Finanza
Oggi c’è uno spread che si gela…
Oggi c’è uno spread che si gela…
Se avessi un dollaro per ogni attimo trascorso a compiere azioni che mi facevano sentire male, a questo punto sarei miliardario.
Il denaro partorisce immotivati bisogni, la sua assenza genera irrinunciabili desideri.
Lo sviluppo economico è come il capufficio: tutti ne parlano, ma solo quando non c’è.
L’euro ha fatto sì che la Germania stia per realizzare il suo eterno sogno: conquistare il mondo. E questa volta non ha nemmeno bisogno di armi. Ciò non vuol dire che non ci sono state vittime. Anzi!
Adriano Olivetti si poneva sessant’anni fa questi quesiti: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano, questi fini, semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?” Per tutta la vita Adriano s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, fondatore dell’azienda Ivrea: “Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita di lavoro.” Adriano commentava: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi ad un nobile scopo.”
Imporre l’abbandono del contante corrisponde a legare ulteriormente il cittadino al sistema delle banche, che, così, possono approfittare delle relative commissioni su nuove operazioni necessarie.