Monia Ghesini – Verità e Menzogna
Non sopporto quelli che vogliono farsi grandi sulle spalle degli altri, che non hanno le palle di essere qualcuno basando il loro finto “io” sulla copia di qualcun altro.
Non sopporto quelli che vogliono farsi grandi sulle spalle degli altri, che non hanno le palle di essere qualcuno basando il loro finto “io” sulla copia di qualcun altro.
Troppo spesso ci si pente di ciò che si dice, ma mai ci si pente di aver parlato.
Fare chiarezza significa anche e soprattutto fare i conti con se stessi.
Ciao, come stai?Meglio!Devo dirti sì (è una bugia)Dico no (ti dispiace )Dico megliocosì tutto tace.
Le sue bugie popolavano la mia mente di insicurezze ogni giorno più grandi.
Chi ama la verità al di sopra di ogni altra cosa, dovrà essere disposto a farsi odiare anche da coloro che ama.
Quando l’intera realtà si trasforma in un labirinto, di volti, di azioni, di nomi, di apparenze, pareti fatte di verità e di non verità, bisogna scegliere attentamente la direzione. Quella sbagliata potrebbe portare alla morte, o ad altro, anche peggiore. Non è colpa di nessuno se esiste, e non esiste per fare del male. È soltanto matematica, ingegno, pretende onestà. Non si capovolge per andare incontro all’inettitudine, all’errore e alla vigliaccheria. Se non si è capaci, si resta fuori. Si comincia sempre a proprio rischio, l’inizio è esplicito, ma poi cominciano le pagine bianche, senza appigli, non ci sono più cartelli. Quelle pagine vuote non si riempiono a proprio piacimento, perché non sono proprio bianche. Non c’è niente, eppure c’è tutto. La superbia di poterle riscrivere a proprio vantaggio, per salvarsi, sarebbe punita severamente. L’incognita appartiene all’unica legge, che controlla tutte le altre, davanti alla quale persino Dio è costretto a fermarsi: non può cambiare infatti quello che non può neanche raggiungere. Una legge non si conquista, non ci si pianta sopra una bandiera e dire per esempio: “questa è la legge di gravità e adesso è di mia proprietà e dei mie figli, ci farò quello che voglio”. Un labirinto è il perfetto e severo modo per fare una distinzione tra chi è valido, preparato, onesto, e chi pretende con la forza di esserlo imponendo alla legge, con la propria autorità, una verità di parte e limitata. Questa oggettività irremovibile è quello che servo, che amo, non mi piego all’impostura di Dio, che si crede superiore ad ogni legge e in diritto di poter uccidere chi vuole per avere, perché, per dirla in termini ippici, punterei sul cavallo sbagliato, soprattutto su quello dopato.