Monica Cannatella – Uomini & Donne
Di tutte le persone fottutamente complicate che erano entrate nella mia vita “io” rimanevo la peggiore che avessi mai conosciuto.
Di tutte le persone fottutamente complicate che erano entrate nella mia vita “io” rimanevo la peggiore che avessi mai conosciuto.
“Perché sei qui?” Le chiedo. “Che razza di domanda è questa? Sono qui per te.”
La parità fra uomini e donne sarà raggiunta quando alla fine di una partita di calcio assisteremo allo scambio delle maglie fra le giocatrici.
L’uomo cerca il suo bene nella donna. La donna trova il suo male nell’uomo.
L’abito non fa il monaco è vero, ma la volgarità non fa di certo le sante.
Sapevano tutti che l’amava da ormai dieci anni, ch’era un uomo triste e solo, senza lavoro e senza denaro. Per lei provava un amore forte e intenso, ma di lui non si conosceva nient’altro. Lei donna di poche vesti, così discutevano le vecchie signore, lasciava un’uomo e prendeva un’altro. Ma egli non l’ebbe mai, forse visto povero e fragile. Dopo dieci anni dunque, l’uomo lasciò il paese. Taluni credevano che la sua vita andò persa, ch’era un uomo ucciso dentro. L’avvenimento fu però smentito da un barista che lo vide per l’ultimo giorno, e dichiarò le sue ultime parole: “Una volta lasciato il paese, io viaggerò, come un uomo libero, ed una persona nuova!”.
Io sono per le coccole prima, durante e soprattutto dopo, quando non ci può essere nulla di più bello della sua espressione felice, estasiata. In quel momento le coccole sono la cosa più bella del mondo. Altrettanto stupendo è addormentarsi, accarezzandosi e guardandosi negli occhi stremati, dopo il dolcissimo ma allo stesso tempo rovente amplesso, estasi dei sensi.