Nicola Dell’Aquila – Frasi d’Amore
Era un amore in bianco e nero, poi fu luce. Fatto di non solo passione ma di amalgamarsi d’anima, e fu il paradiso.
Era un amore in bianco e nero, poi fu luce. Fatto di non solo passione ma di amalgamarsi d’anima, e fu il paradiso.
A volte l’amore ti trova, anche se fuggi e ti nascondi… a volte l’amore ti trova anche se lo temi e hai paura… a volte l’amore ti trova… e…
Capita spesso che la logica del cuore sia quella di amare un altro cuore in…
Incontriamoci lassù, dove nascono le stelle, ove il tempo è senza tempo… ad un passo dal mio Dio, per gridarti a squarciagola l’amor mio.
Lunghe ciglia nere, ogni sguardo era una promessa. Carezze verso il tramonto da qualche parte, scarpe slacciate, bottoni saltati, idee sparse e confuse. Tremare al pensiero del distacco, versare un sorriso nella mia bocca e sperare di imprimerlo perbene; cercando di mutare la mia smorfia di tristezza. Con quale metro si misura l’intensità dei sentimenti?
In amore esistono vincitori o perdenti! No, non è una sfida, è un prezioso impulso, pregiata essenza, profumata fragranza, vibrante emozione, ardente passione. Elargito su semplici basi, le sue mura sono costruite con le piccole attenzioni e i tanti sorrisi dove l’unico a beneficiare è il cuore che arricchendosi di questo bene apporta nobili sospiri alla nostra anima, un po’ come una grossa vetrata che lascia arricchire la nostra casa dal caldo sole e aprendola sarà rinfrescata dall’aria limpida del mattino. La Parola “amore” è un accento che ognuno di noi porta dentro, dicitura indelebile scritta dal più romantico dei poeti: Dio.
Zia Giovanna fu una persona senza tante aspirazioni, la sua dedizione alla famiglia era straordinaria. Non si era mai sposata. In casa godeva di grande considerazione, correva ad aiutare fratelli e sorelle se erano in difficoltà. Dopo la morte di mio padre fummo accolte in casa dei nonni e, crebbi accanto a zia Giovanna giorno per giorno. Quando ero piccola mi teneva sulle sue ginocchia e m’insegnava a pregare, se uscivamo mi prendeva in braccio e per me non aveva fame ne freddo. Spesso andavamo a trovare i genitori di mio padre e lei era sempre con noi. Un tempo i treni erano diversi da oggi, in ogni scompartimento c’era una porta, io amavo guardare il paesaggio mentre il treno era in corsa. Avevo 4 o 5 anni, come al solito ero davanti al finestrino della porta. Zia Giovanna mi teneva stretta dalle spalle del vestito, ad un tratto mentre il treno correva, la porta si spalancò e, se quell’angelo non mi avesse tenuta sarei volata via. Ero spaventata, la zia mi tenne stretta stretta. Oggi che non c’è più non smetto di dirle grazie.