Nicola Dell’Aquila – Stati d’Animo
Nel silenzio della notte, osservando la volta celeste, a volte mi chiedo quando può essere infinito un amore, e quanto siamo piccoli noi.
Nel silenzio della notte, osservando la volta celeste, a volte mi chiedo quando può essere infinito un amore, e quanto siamo piccoli noi.
A volte pur essendo lontani ci possiamo sentire vicini. Esattamente come può capitarci di non sentire affatto chi malgrado tutto ci è vicino. Per questo io ancora credo ai sentimenti che non solo si dimostrano ma che si sentono dentro.
Identificati sempre in quello che “sai” di essere e mai in quello che ti “dicono” di essere.
Non bevo per dimenticare… perché non servirebbe a niente… bevo per allontanarmi da questa tremenda realtà almeno per un po’, e poi nel caso dovessi pensarti lo farei con un sorriso che di certo non ha un senso.
Ho sempre odiato i cloni, se Dio voleva farci tutti uguali ci avrebbe fatto in serie.
A me piacciono le attese, un ritorno alla finestra, una lettera che fa capolino dal borsone del postino. Una telefonata, tanto attesa. Una conferma. Viviamo in un mondo troppo veloce per i miei gusti, che brucia troppo e sente ancor meno.
Capita a vent’anni di voler spaccare il mondo. E capita sempre a vent’anni di sentirsi un giorno molto, molto, molto inermi. Si capisce che anche per crescere bisogna pagare la vita con le proprie lacrime, lacrime diverse da quelle dei bambini, ma non meno cariche di fragilità, di quella paura che anche i grandi hanno. E un giorno forse si avrà la fortuna di riderne, come anche i grandi, e non solo i bambini, sanno fare.