Nicola Stiso – Economia e Finanza
Non tutte le cose vendute risultano buone, né tutte quelle che non si riescono a vendere sono necessariamente prive di valore o utilità.
Non tutte le cose vendute risultano buone, né tutte quelle che non si riescono a vendere sono necessariamente prive di valore o utilità.
Mentre l’economia dei consumi si concentra sulla produzione-acquisto-rapido smaltimento, la nuova economia della frugalità si fonda maggiormente sulla produzione in proprio, sulla rinuncia al superfluo e sul ristabilire la rete di relazioni che permetta di vivere in una comunità. Vivere in modo frugale non vuole dire privarsi di tutto ma recuperare quello che si è perso mentre si rincorrevano falsi miti consumistici. La semplicità volontaria implica il consumare meno e meglio, in modo intelligente e consapevole, non il consumare meno e basta.
L’Italia non ha molte scelte: o rimane nel tunnel della depressione e della crisi, o fuori l’attendono bufere, tempeste e uragani ancora peggiori.
Il denaro partorisce immotivati bisogni, la sua assenza genera irrinunciabili desideri.
Ci sono oggetti che non hanno alcun valore, o magari ne hanno troppo per essere etichettati con un banale prezzo espresso in denaro.
Non puoi fare una buona economia con una cattiva etica.
La società è il business dei business.