Nicola Stiso – Religione
Nonostante tutto, Dio crede ancora in te. Per quale ragione non inizi a credere in Lui?
Nonostante tutto, Dio crede ancora in te. Per quale ragione non inizi a credere in Lui?
Un credente che si rispetti, qualora gli dimostrassero l’effettiva esistenza di Dio, dovrebbe smettere di credere.
Tutto il mondo soffre di avere perduto la religione. E quasi tutta la poesia di oggi non è, in un modo o nell’altro, che il rimpianto di una religione perduta.
L’egoismo è la fonte di tutti i vizi, come la carità è la fonte di tutte le virtù. Distruggersi a vicenda e sviluppare, questo dovrebbe essere l’obiettivo di tutti gli sforzi dell’uomo, se si vuole garantire la loro felicità in questo mondo, sia e in futuro.
Questo era il suo modus operandi prediletto, che lo lasciava libero di negare ogni interferenza nel male come nel bene del creato e faceva di lui l’Eterno Presunto.
Se dunque esiste una verità che la storia ha reso indubbia, questa è proprio l’estensione sempre minore della porzione di vita sociale che la religione ricopre. In origine essa si estendeva su tutto; tutto ciò che era sociale era religioso; i due termini erano sinonimi. In seguito, a poco a poco, le funzioni politiche, economiche, scientifiche si sono rese indipendenti dalla funzione religiosa, costituendosi a parte e assumendo un carattere temporale sempre più accentuato. Dio – per così dire – che in principio era presente a tutte le relazioni umane, si ritira progressivamente da esse; abbandona il mondo agli uomini e alle loro controversie.
La fede è una realtà viva che bisogna continuamente scoprire e approfondire affinché possa crescere.