Nino Galluffo – Amico
I “conoscenti” possono diventare amici. O lo sono stati un tempo.
I “conoscenti” possono diventare amici. O lo sono stati un tempo.
A volte mi piacerebbe poterti chiamare migliore amico. Si. Non e una parola che rafforza un rapporto, ma lo fa l’orgoglio con la quale si pronuncia. “E lui chi è?” “È il mio migliore amico!” Pronunciarlo perché sono fiero che tu lo sia, fiero di esserlo. Lo direi perché sono orgoglioso di questo. Perché sei una delle persone più importanti della mia vita. A volte andrei proprio in giro ad urlarlo “sai sono il suo migliore amico!”, facendomi dare del pazzo, ma almeno convincendomi che così è. Che io e te siamo unici. Si, migliori amici. Io lo pronuncerei e tu?
A tutti i Giuda di questo mondo, l’unica vera domanda che si può chiedere: “Ma…
Ti ascolterò in silenzio, perché nel silenzio si riflette l’eco della tua voce così che…
Le persone che non fanno più parte della mia vita, fuori che “un paio”, che porterò sempre nel cuore, sono solo quelle passate a miglior vita, quelle che vivono in altri cieli, non si contano perché vivono ancora dentro di me. Tutte le altre non hanno mai fatto realmente parte del mio cuore o io del loro, altrimenti ci sarebbero ancora. Non le rimpiango, semplicemente perché non ci meritavamo l’un l’altro, abbiamo abitato “le stanze vuote del cuore” senza viverci con l’animo.
Alcune persone sono come i gioielli di bigiotteria: fanno la loro bella figura, ma non valgono niente.
Capita che hai vicino molte persone ma non senti la loro presenza e capita invece di sentire quella di chi vive a centinaia di chilometri da te ma sa essere presente.