Oscar Wilde – Comportamento
I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico.
I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico.
Prima di cambiare per qualcuno, pensa a chi ti ama già così come sei.
“Io non esisto più. Sono un fantasma.”Lo guardò con occhi che chiedevano molto anche se erano disposti a concedere poco.
Parole e pensieri. Ossia l’ipocrisia regna sovrana. Visita al capufficio ricoverato in ospedale: “caro dottore, la vedo ristabilita, l’attendiamo il più presto possibile in ufficio.” Mi sembra più morto che vivo, meno male così si può finalmente respirare in ufficio. Auguri di compleanno alla zia, ricca e taccagna: “auguri, cara zietta, cento di questi giorni.” Si, proprio cento giorni ma non uno di più, così finalmente ci pappiamo il patrimonio che hai accumulato. Al condomino del terzo piano: “condoglianze signor Antonio, mi dispiace veramente molto per sua moglie così brava, giovane e gentile.” Finalmente, era ora, così la vecchia megera potrà fare i suoi dispetti da un’altra parte. La lista sarebbe chilometrica, anzi senza fine. Ognuno ci aggiunga parole e pensieri propri.
Io non sono pazzo, sono volontariamente indifferente alla razionalità convenzionale.
Ti hanno ferito, ti hanno giudicato. Ti hanno accusato e dato ruoli che non hai mai interpretato. Mentre lo facevano tu lottavi per te stesso, per raggiungere i tuoi obbiettivi mentre loro perdevano il loro tempo a giudicarti. Ecco perché oggi tu stai avanti e loro indietro.
Lascia il tempo che trovi, se trovi tempo.