Pablo Picasso – Stati d’Animo
Credo di sapere cosa si prova ad essere Dio.
Credo di sapere cosa si prova ad essere Dio.
Forse è vero, è difficile starmi vicino. Ho uno di quei caratteri lunatici, fatti di mille parole e duecento silenzi.Di quelli che oggi ti abbracciano, ma domani no.Che passano sere intere a guardarti e il giorno dopo a fissare il vuoto.Fatti di mille sorrisi, che non sai nemmeno se rivedrai più.Tanto da far pensare che non ne valga la pena.Che sia una di quelle persone, da lasciare sole.Ma vi capisco e mi rendo conto che non ho sempre una parola dolce, che posso sembrare duro, freddo o come volete voi.Ma vi chiedo solamente di non arrendervi.Perché negli occhi di non non piange più, ci sono ancora i segni di chi di lacrime ne ha versate troppe.E si nasconde dietro un muro di ghiaccio, aspettando solamente qualcuno che abbia il coraggio di lottare. Qualcuno che non si accontenti di avere qualcosa che possono avere tutti.Ma che abbia la forza di rompere quel muro.E di ricominciare.Perché le persone come me a volte non vanno capite, vanno solo prese e abbracciate forte.A tutto il resto poi, ci penserà il cuore.
A volte si muore dentro perché non si trova la soluzione.
Ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente.
Un bambino cieco dalla nascita non sa nemmeno di essere cieco finché non glielo dice qualcuno. Anche allora si crea un concetto perlopiù accademico di che cosa possa essere la cecità. Solo chi ha perduto la vista può averne un’idea chiara. Ben Hanscom ignorava il significato della solitudine, perché quella era da sempre l’unica dimensione della sua vita. Se la condizione fosse stata nuova o più localizzata, avrebbe potuto capire, ma la solitudine racchiudeva la sua vita e la travalicava.
Eppure vi era un tempo in cui mai avrei immaginato di farcela senza di lui, invece ora mi sento davvero alla grande sono giorni ormai che riesco ad addormentarmi e svegliarmi magicamente senza pensarlo, non avverto più quella pesantezza sul cuore quando ci si rende conto di aver perso qualcuno. Ora una cosa mi è certa che di me, per lui, non c’è rimasto piu nulla.
Ho sempre immaginato quel Pittore divino che estroso di gradazioni colora di sensazioni sublimi l’umanità… l’ho immaginato all’opera in ogni cosa visibile nella Natura e nel Cielo ed ho anche pensato quanta voglia i pittori tentano sempre d’imitarlo riproducendo su tele le sue incredibili sfumature.Ma a ognuno la sua arte… a noi l’intensa emozione nel potere ammirare sempre diverso il suo estro in ogni alba e tramonto e in ogni panorama spettacolare del pianeta.