Paola Melone – Anima
Mi piace la penombra: è così vagamente definita.
Mi piace la penombra: è così vagamente definita.
Le anime affini benché distanti percorrono il cammino che li condurrà sul perenne sentiero dell’amore!
Specchi riflessi come una tenda nel lago al tramonto, con le stelle, mille occhi che osservano. Vorrei scappare dalle pietre nere, ma quando il sole sorge, voglio restare. Sogno un fresco paradiso senza spine. Sogno l’incanto della vita perduta. E noto il guardiano con un velo di velluto da porgere sulle mie spalle. La tenerezza, una rosa potente tra i cespugli di un prato blu. Piccole, ingenue gocce di rugiada, mi accarezzano i petali. Vorrei essere il disegno di un pittore surreale. Ma rimango prospera. Una conchiglia con una perla intensa e silenziosa, un cuore ardente. E sul viso, sulle labbra, un palpitar di luce sopra un acqua limpida.
Giardino di squisita fattura, è la luce di ogni creatura.
L’anima di chi ama è sussultoria e di magnitudo indefinito.
Le chiavi dell’Io sono sepolte nel pozzo dei silenzi.
L’anima è un brutto peso da portare.