Paola Melone – Benessere e bellezza
Troppo spesso ci si adagia alla vita, come ornamenti su mobili impolverati, dimenticando la cosa fondamentale:non siamo suppellettili, siamo la stanza.
Troppo spesso ci si adagia alla vita, come ornamenti su mobili impolverati, dimenticando la cosa fondamentale:non siamo suppellettili, siamo la stanza.
Modestamente sono un capolavoro. Ho tutti i difetti al posto giusto.
Ci sono persone che emanano una sensazione di calore simile al benessere che si prova, in una fredda serata d’inverno, davanti al fuoco del proprio camino.
Chi è solo bello, resta bello all’occhio. Ma chi ha valore sarà bello sempre.
Tutto quello che vedete, lo devo agli spaghetti.
Mi era stato detto di non cogliere le mele perché appartenevano non so bene a chi. Proprio per questo ne ho colta una e mi è piaciuto rubarla e l’ho addentata di nascosto e il sapore era così diverso dagli altri, così nuovo, quasi divino. E a quel punto, non so chi, mi ha detto che avrei partorito con dolore e che la mia vita non sarebbe stata facile, che avrei dovuto soffrire solo per mostrare la mia esistenza. E così è stato. Sempre in ombra, sempre comparsa, sempre figlia di un Dio minore. Strega, demonio e poi puttana: bruciata sui roghi dell’ignoranza, condannata da un credo cieco e deforme, additata da una società isolata nei sui limiti crudeli e abietti. E adesso sono qui, con la mia vita e con la mia mela in tasca che addento, ogni tanto e ogni morso è un passo avanti, ogni morso è una parte di me che esce fuori, con un sorriso. Firmato: una donna qualunque.
La bellezza ci induce alla clemenza della rabbia quando siamo propensi a sacrificare il nostro…